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Valutazione dei rischi e POS

mariarosaria_spagnuolo
Scritto da Mariarosaria Spagnuolo il 06/10/2011

Nell’allegato XV del d.lgs. 81/08 leggiamo che “Il piano operativo di sicurezza è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici, ai sensi dell’art. 17 del presente decreto in riferimento al singolo cantiere interessato”.

Tanto basta a chiarire qualche dubbio che potrebbe sorgere: DVR e POS sono la stessa cosa? Sono sinonimi? Assolutamente no!

Possiamo dire che fra i due documenti vi è una stretta e inscindibile relazione. La valutazione dei rischi si riferisce alle attività, mansioni, organizzazione, attrezzature, luoghi di lavoro, sostanze, procedure operative, dispositivi vari e tutto quanto richiamato dagli articoli 28-29 e 30 del decreto legislativo 81, dell’intera azienda.
 

Nell’allegato XV del d.lgs. 81/08 leggiamo che “Il piano operativo di sicurezza è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici, ai sensi dell’art. 17 del presente decreto in riferimento al singolo cantiere interessato”.

Tanto basta a chiarire qualche dubbio che potrebbe sorgere: DVR e POS sono la stessa cosa? Sono sinonimi? Assolutamente no!

Possiamo dire che fra i due documenti vi è una stretta e inscindibile relazione. La valutazione dei rischi si riferisce alle attività, mansioni, organizzazione, attrezzature, luoghi di lavoro, sostanze, procedure operative, dispositivi vari e tutto quanto richiamato dagli articoli 28-29 e 30 del decreto legislativo 81, dell’intera azienda.

Il POS è “il vestito su misura” che si ritaglia dalla valutazione dei rischi quando occorre portare una parte della attività dell’azienda in un cantiere “temporaneo o mobile”.

La valutazione dei rischi, dunque, deve tenere conto di tutti i lavoratori (compresi gli impiegati o altre funzioni magari di staff), di tutte le mansioni, e relative regole di prevenzione, che potranno svolgersi in azienda, presso terzi o nei cantieri.

Spetterà al POS “personalizzare” di volta in volta la propria valutazione, in funzione del luogo in cui si dovrà lavorare, e/o dell’opera che si è chiamati a realizzare, in collaborazione con altri (All.XV punto 3).

In riferimento a questo aspetto vi è un importante passaggio che è utile richiamare: il POS si inserisce – e tiene conto – di quanto previsto del Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC); infatti viene ricordato che il POS contiene “l’individuazione delle misure preventive e protettive rispetto a quelle contenute nel PSC…” e “le procedure complementari e di dettaglio, richieste dal PSC quando previsto”.

Le informazioni che il POS deve contenere sono dunque ben elencate nell’allegato XV al punto 3 del decreto legislativo 81, e nei contenuti delle lettere a) e b) possiamo ritrovare i necessari principi che, uniti alle relative disposizioni del titolo primo del decreto, consentono di “muoversi” correttamente fra i due documenti, limitando notevolmente il rischio che qualche ente di controllo possa non ritenere completo il POS come valutazione del rischio aziendale ex art. 17.

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