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Somministrazione di lavoro: l’interpello del Ministero del Lavoro su valutazione dei rischi e obbligo di comunicazione alla DTL

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Scritto da Ambiente & Sicurezza 26/02/2014

Somministrazione di lavoro: l’interpello del Ministero del Lavoro su valutazione dei rischi e obbligo di comunicazione alla DTL

di Mario Gallo, professore a contratto di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

 

Con l’interpello 30 gennaio 2014, n. 5, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è ritornato nuovamente sul tema della somministrazione di lavoro fornendo alcuni ulteriori chiarimenti in merito (si veda la circolare del Ministero del Lavoro n. 7/2005 e l’interpello n. 26/2007); l’intervento è nato dal quesito posto da Confindustria che ha chiesto di sapere se, nell’ambito di questo contratto, l’impresa utilizzatrice sia o meno obbligata a comunicare alla Direzione territoriale del lavoro di aver effettuato la valutazione dei rischi, ai sensi della normativa vigente in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
La questione è nata dalla previsione contenuta nell’art. 23, comma 5, lettera c), D.Lgs. n. 276/2003, che ha sancito il divieto di stipulare il contratto di somministrazione di lavoro con le imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ex art. 4, D.Lgs. n. 626/1994, ora art. 28, D.Lgs. n. 81/2008.
La risposta del Ministero è stata negativa in quanto «Dal tenore letterale della disposizione non sembra evincersi un obbligo di comunicazione ovvero di notifica alla Direzione territoriale del lavoro in ordine alla effettuata valutazione dei rischi; il suddetto obbligo non risulta contemplato né nell’ambito del D.Lgs. n. 626/1994, né tantomeno alla luce delle disposizioni di cui al successivo D.Lgs. n. 81/2008»; viceversa, in sede di eventuale accesso ispettivo, l’avvenuta effettuazione della valutazione dei rischi deve essere dimostrata dall’impresa utilizzatrice mediante esibizione del documento di valutazione rischi (DVR).
Inoltre, il Ministero ha sottolineato ancora che l’agenzia di lavoro ha l’onere di verificare l’avvenuta predisposizione del DVR da parte dell’utilizzatore, quanto meno per presa visione del documento stesso, quindi, sembra senza dover entrare anche nel merito della stessa e, in particolare, sulla sua correttezza sul rispetto della prescrizione dell’art. 28, comma 1, D.Lgs. n. 81/2008, che ha obbligato il datore di lavoro a valutare i rischi connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso la quale è resa la prestazione di lavoro ai quali sono esposti questi particolari gruppi di lavoratori “somministrati”.
 


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