Community Sicurezza - La sicurezza si condivide in rete

Il Quotidiano della Sicurezza

Strage di Viareggio: condanne ridotte in appello, ma confermate

Confermati i sette anni di reclusione per Mauro Moretti, ridotta da sette a cinque anni la pena per Michele Elia. Una sostanziale conferma – anche in relazione ai numerosi altri imputati – delle condanne inflitte in primo grado, in virtù della quale risulta confermata anche e soprattutto la tesi di fondo legata alla posizione di garanzia.

Non possiamo fare a meno di ricordare, in apertura, che questa sentenza di secondo grado per la strage di Viareggio giunge pochi giorni prima del decimo anniversario di quei tragici fatti. Il 29 giugno 2009, pochi minuti prima della mezzanotte, nella stazione ferroviaria di Viareggio ebbe luogo il deragliamento del primo vagone di un treno merci composto di quattordici carri cisterna, tutti trasportanti GPL. A seguito di tale deragliamento, la cisterna urtò contro un picchetto presente nel piazzale, lacerandosi e causando così la fuoriuscita del combustibile trasportato, il quale diede immediatamente luogo a un incendio di vastissime proporzioni.

V. anche

La strage di Viareggio non fu un fatto imprevedibile

Link



A fronte di una tale dinamica, la già citata teoria della posizione di garanzia è stata applicata in relazione a quella che in commercio si definirebbe “l'intera filiera”. In altre parole, sono stati accusati i legali rappresentanti di tutte le società che, a qualsiasi titolo, vedevano beni di loro proprietà o di loro uso coinvolti nell'evento: holding del gruppo Ferrovie, gestore dell'infrastruttura, gestore dell'esercizio, proprietari del materiale rotabile, noleggiatori del materiale rotabile e non soltanto. Una tesi accusatoria particolarmente ampia già in astratto, divenuta più che mai tale in concreto in un quadro che comprendeva – a tali titoli – un'impressionante pluralità di soggetti. Basti ricordare che il carro cisterna dal quale originò il tragico incendio era immatricolato in Polonia, mentre tutti gli altri carri del convoglio erano immatricolati in Germania. Un'internazionalità figlia ovviamente di globalizzazione e regole europee, non sempre facile da coordinare con le concrete esigenze di sicurezza.

Non dimentichiamo, del resto, che ci troviamo nel delicato campo del trasporto di merci pericolose, materia che nella sua versione ferroviaria – così come nelle versioni stradale, marittima, fluviale/lacustre e aerea – è oggetto di una normativa quanto mai vasta e complessa, originante addirittura dalle Nazioni Unite, mediata dall'Unione Europea e poi applicata a livello di singoli Stati, tenendo però conto – come già visto proprio per questo caso – della particolare connotazione internazionale di tale attività.

Per altro verso, ricordiamo rapidamente che la posizione di garanzia è il ruolo tipico del datore di lavoro, o comunque di chi è titolare di una responsabilità equivalente ai fini della tutela di salute e sicurezza dei lavoratori. Questi, anche quando non è direttamente e operativamente coinvolto nelle attività in questione, “garantisce” per dovere che siano adempiuti tutti i relativi obblighi di legge. Si tratta di una teoria che viene costantemente ribadita dalla Corte di Cassazione, il che, in questo caso, non lascerebbe dubbi sul fatto che la Suprema Corte renda definitivo – pur con le immancabili precisazioni del caso – quanto già confermato dalla Corte fiorentina. In questo caso, però, la teoria della posizione di garanzia è stata applicata in maniera così ampia e profonda che sarà davvero necessario attendere il pronunciamento della Cassazione per capire quali saranno gli orientamenti giurisprudenziali nella malaugurata ipotesi che simili fatti, in futuro, abbiano a ripetersi.


« Torna all'elenco completo