Community Sicurezza - La sicurezza si condivide in rete

Il Quotidiano della Sicurezza

Ancona: incidente mortale al porto, polemiche e scioperi

Come già evidenziato, la dinamica dell'incidente è di terrificante semplicità: cedimento meccanico della cima d'ormeggio di una nave portacontainer – sul cui diametro e sul cui peso non dobbiamo soffermarci –, la quale si è trasformata in una fatale frusta per la malcapitata vittima (di soli 33 anni), colpita alla testa e deceduta all'istante. Di fronte a simili circostanze è esplosa la rabbia degli addetti ai lavori, che hanno visto spegnersi una giovane vita per un fatto che appare dovuto non tanto a negligenza nello svolgimento delle operazioni di attracco e disattracco, quanto a un marchiano difetto di manutenzione.

Pur doverosamente attendendo risultante ufficiali circa le indagini in corso, possiamo subito sottolineare che proprio la manutenzione a bordo delle navi è tra gli aspetti legati alla sicurezza uno dei più esposti agli effetti di una normativa troppo anziana, e troppo mal coordinata – come già accennato – con le disposizioni più recenti in materia. Non si tratta soltanto di uno dei troppo frequenti ritardi cronici del nostro legislatore, ma anche di una lucida volontà, figlia del rispetto (o della pigrizia?) in relazione a un settore tradizionalmente considerato “di nicchia”: storicamente insomma avulso – un po' come ad esempio le Forze Armate – dall'applicazione delle disposizioni più generali – e più progredite – in materia di sicurezza.

Dispone infatti l'art. 3, comma 2 del D.Lgs. 81/2008 (TUSL): «Con i successivi decreti, da emanare entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto […] si provvede a dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento con la disciplina recata dal presente decreto della normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, in ambito portuale, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, e per il settore delle navi da pesca, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298». Prima di parlare dell'effettivo rispetto dei termini che il legislatore stesso si era dato, basterà qui notare che tali termini riguardavano il «coordinamento» tra disposizioni vecchie e disposizioni nuove. Ciò perché il settore portuale e marittimo è uno dei settori che ci piace definire «ad applicazione mediata» del TUSL, il quale dunque non viene in essi applicato tout court, bensì attraverso una serie di ammortizzatori normativi che oltretutto scontano tutti i ritardi del caso.

Da ciò deriva che, in materia navale e portuale, sono ancora in vigore i vetusti decreti 271/1999, 272/1999 e 289/1999, dei quali oltretutto – come visto nel passo del TUSL che li cita – non si prevede l'abolizione, ma soltanto il coordinamento col TUSL stesso. Coordinamento che sarebbe comunque più che mai urgente, visto che, incredibile dictu, il testo vigente di tali decreti, quando cita la normativa generale, fa ancora capo al D.Lgs. 626/1994, dal momento che il legislatore non ha nemmeno rispettato l'impegno contenuto nella norma che abbiamo richiamato. Riteniamo ed auspichiamo che il fatto verificatosi ad Ancona, lungi dal provocare polemiche sterili ed infondate, possa aiutare a far luce su tale situazione normativa sempre più obsoleta, e perciò sempre più pericolosa.


« Torna all'elenco completo