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Il Quotidiano della Sicurezza

Contrasto agli appalti illeciti e certificazione dei contratti: linee guida INL

L’oggetto della nota INL 19 aprile 2019 n. 3861 sono iniziative di contrasto agli appalti illeciti, certificazione dei relativi contratti, indicazioni operative. Si tratta della certificazione prevista dal D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, recante “attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30”. L'art. 2, lettera h) di tale decreto reca la seguente definizione di “enti bilaterali”:

organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, quali sedi privilegiate per la regolazione del mercato del lavoro attraverso: la promozione di una occupazione regolare e di qualità; l'intermediazione nell'incontro tra domanda e offerta di lavoro; la programmazione di attività formative e la determinazione di modalità di attuazione della formazione professionale in azienda; la promozione di buone pratiche contro la discriminazione e per la inclusione dei soggetti più svantaggiati; la gestione mutualistica di fondi per la formazione e l'integrazione del reddito; la certificazione dei contratti di lavoro e di regolarità o congruità contributiva; lo sviluppo di azioni inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento.

Da tale lunga definizione traspare una generale finalità di miglioramento e trasparenza del mercato del lavoro, che – fra l'altro – passa attraverso la certificazione, da parte di tali enti, dei contratti di appalto, con riguardo naturalmente agli aspetti di natura più strettamente occupazionale.

Orbene, la pratica applicativa di tali disposizioni ha posto in evidenza come numerose delle certificazioni siano rilasciate da enti che potremmo definire “di comodo”, giacché di fatto non risultano per nulla bilaterali, rappresentando invece una creatura ad hoc da parte di ristrettissimi ambiti datoriali. Per tale eventualità, la Direzione Centrale Vigilanza dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro sancisce l'inefficacia della certificazione (inefficacia che dovrà dunque essere accertata di volta in volta a livello territoriale), fondata sull'inesistenza di un requisito essenziale di tali enti, quale deve essere ritenuta, per l'appunto, la bilateralità.

Meccanismo simile opera in relazione ai frequenti casi di certificazioni tardive. Per tali casi, viene ribadita la non retroattività della certificazione stessa. Concetto solo apparentemente ovvio, visto che il momento certificativo – dovendo essere preceduto da una serie di accertamenti di rito – dovrebbe poter essere ritenuto sanante rispetto al pregresso. In altre parole, se vi sono state irregolarità fino al giorno prima, non dovrebbe essere rilasciata alcuna certificazione. Vista però la constatata mancanza di un simile criterio da parte di molti enti (asseritamente) bilaterali, viene ribadita la possibilità – che sarebbe comunque già di per sé automatica – di sanzionare tutto ciò che è avvenuto prima della data di certificazione.

Da ultimo, viene sancita la possibilità di una sorta di “ravvedimento operoso”. Gli enti consapevoli di aver rilasciato certificazioni a chi non ne possedesse i requisiti possono attivarti presso i soggetti certificati, eliminando spontaneamente gli effetti giuridici delle certificazioni già rilasciate in virtù della presenza di “uno o più vizi che possano ritenersi inficianti la valutazione effettuata in sede di emanazione del provvedimento”. Quantunque non sia espressamente previsto dall'emanata circolare, riteniamo che tale schema si possa estendere ai vizi di composizione degli enti certificatori. Se, dunque, un ente è consapevole di non essere bilaterale, potrà a nostro avviso tornare da sé sulle certificazioni già rilasciate, trattando la non bilateralità alla stregua di un “vizio esterno”, caducando la relativa certificazione e, casomai, ripetendola dopo aver normalizzato la propria composizione.

INL – Nota 19 aprile 2019, n. 3861


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