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Il Quotidiano della Sicurezza

L’ECHA proroga la “finestra Brexit”

Il Consiglio europeo ha modificato la data di ritiro del Regno Unito al 12 aprile o al 22 maggio 2019, con definizione della data precisa attraverso un ulteriore voto della camera dei Comuni sull’accordo di revoca dello scorso novembre 2018.

Il ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea, inizialmente previsto per il prossimo 30 marzo 2019, interesserà le società che producono o utilizzano sostanze chimiche nel Regno Unito e nell'Unione: dopo l’uscita della UK dall’area economica UE potrebbero dunque risultare applicabili obblighi nuovi, o si potrebbe porre la necessità di compiere per tempo scelte di approvvigionamento differenti.

Per un’azienda nel territorio UE che è già nel ruolo di fabbricante o importatore, il dopo-Brexit non dovrebbe modificare di molto lo stato delle cose. A questi ruoli sono infatti già conferite le principali responsabilità per la ricerca di informazioni sulle sostanze chimiche prodotto o importate e la loro registrazione presso l’Agenzia ECHA.

Un caso invece critico è quello di un’azienda membro di una registrazione congiunta con un dichiarante capofila con sede nel Regno Unito; anche gli utilizzatori a valle l’azienda UK originariamente titolare degli obblighi REACh, da cui l’utilizzatore a valle possono essere gravati da nuovi obblighi nel caso in cui il proprio fornitore sia un’azienda britannica, a meno che tale azienda decida di nominare un rappresentante esclusivo all’interno della UE e di farsi dunque carico prima della data di ritiro della UK delle procedure di registrazione e di eventuale elaborazione della CSA, nonché (eventualmente) di ottenere l’autorizzazione ai sensi del Titolo VII anche per gli utilizzi identificati a valle.

L’ECHA con comunicato ECHA/NR/19/14 del 25 marzo consiglia alle società di proseguire i preparativi come se il ritiro del Regno Unito avvenisse senza un periodo di transizione e ricorda la sezione dedicata sul proprio portale, con un’utile sezione Question and Answersaggiornata di continuo con le procedure da applicarsi nel caso in cui, come è presumibile, il ritiro del Regno Unito avvenga senza l’Accordo e dunque senza un effettivo periodo di transizione. Dall'inizio di quest'anno, le società con sede nel Regno Unito hanno avviato il trasferimento di circa 3000 registrazioni a società della UE a 27.

ECHA – Comunicato 25 marzo 2019 ECHA/NR/19/14


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