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Il Quotidiano della Sicurezza

Iscrizione all’Albo gestori ambientali: effetti della condanna penale, continuazione e messa in prova

Alcune sezioni regionali dell’Albo hanno richiesto chiarimenti in merito alla corretta applicazione del D.M. n. 120/2014, art. 10, comma 2, lett. d): per l’iscrizione all’Albo occorre che i soggetti “non abbiano riportato condanna passata in giudicato, anche ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale e anche qualora sia intervenuta l'estinzione di ogni effetto penale della stessa o sia stato concesso il condono della pena, nei seguenti casi: 1) condanna a pena detentiva per reati previsti dalle norme a tutela dell'ambiente, ivi incluse le norme a tutela della salute, le norme in materia edilizia e in materia urbanistica; 2) condanna alla reclusione per un tempo superiore ad un anno per delitti non colposi”.

Il quesito, in particolare, verte sulla circostanza in cui il soggetto richiedente l’iscrizione “abbia riportato, in tempi diversi, condanne per il medesimo titolo di reato con pene pari o inferiori (per ciascuna condanna)” a un anno di reclusione, quando le pene vengano unificate dal vincolo della continuazione, potendo così “superare il limite di un anno stabilito per la perdita del requisito morale”.

Viene inoltre richiesto se, “ai fini della permanenza del requisito morale”, debba essere considerato l’esito positivo della messa in prova.

Il Comitato Nazionale ritiene, per il caso della continuazione, che “la pena debba essere valutata unitariamente anche ai fini della eventuale perdita del requisito morale”, mentre per quanto riguarda la messa in prova non ne ritiene influente sul requisito morale l’esito positivo.

Albo Gestori Ambientali – Circolare 7 marzo 2019, prot. n. 4


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