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Il Quotidiano della Sicurezza

La farina di vinaccioli disoleata può essere impiegata come biomassa combustibile

Con il decreto 29 maggio 2019, n. 74 il Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha inserito la farina di vinaccioli disoleata alla parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera), in particolare nell'allegato X (Disciplina dei combustibili), parte II (Caratteristiche merceologiche dei combustibili e metodi di misura), sezione 4 (Caratteristiche delle biomasse combustibili e relative condizioni di utilizzo), paragrafo 1 (Tipologia e provenienza).

Il TUA dispone che negli impianti produttivi e civili previsti dalla parte quinta possono essere utilizzati come combustibili esclusivamente i materiali elencati nell'allegato X alla parte quinta. La valutazione di studi scientifici e ricerche nell'ambito degli accertamenti in sede di istruttoria tecnica sui requisiti (UNI 11459–2016) ha assicurato che l'uso della farina di vinaccioli disoleata è da ritenersi compatibile sotto il profilo ambientale e di tutela contro l'inquinamento atmosferico se utilizzata come biomassa combustibile. Inoltre, la disoleazione dei vinaccioli mediante il processo descritto dall'art. 1 del D.M. n. 74/2019 può costituire “normale pratica industriale” come definita dalla normativa specifica.

Al paragrafo 1, Sezione 4, Parte II, Allegato X della parte V del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all’elenco dei materiali rientranti nelle biomasse è aggiunta la lettera h-bis:

a) Materiale vegetale prodotto da coltivazioni dedicate;

b) Materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico, lavaggio con acqua o essiccazione di coltivazioni agricole non dedicate;

c) Materiale vegetale prodotto da interventi selvicolturali, da manutenzione forestale e da potatura;

d) Materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica e dal trattamento con aria, vapore o acqua anche surriscaldata di legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti;

e) Materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico, lavaggio con acqua o essiccazione di prodotti agricoli;

f) Sansa di oliva disoleata

g) Liquor nero ottenuto nelle cartiere dalle operazioni di lisciviazione del legno e sottoposto ad evaporazione al fine di incrementarne il residuo solido ...

h-bis) Farina di vinaccioli disoleata, avente le caratteristiche riportate nella tabella successiva, ottenuta dalla disoleazione dei vinaccioli con n-esano per l'estrazione di olio di vinaccioli e da successivo trattamento termico ed eventuali trattamenti meccanici e lavaggi, purché tutti i predetti trattamenti siano effettuati all'interno del medesimo stabilimento; tali requisiti, nel caso di impiego del prodotto al di fuori dello stabilimento stesso di produzione, devono risultare da un sistema di identificazione conforme a quanto stabilito al paragrafo 3.

DMATTM 29 maggio 2019, n. 74 (GU 6 agosto 2019, n. 183)


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