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Per la Corte territoriale era pianificazione omissiva la causa dell'incendio di Torino

Ambiente_Sicurezza
Scritto da Ambiente & Sicurezza il 04/09/2013

 

di Andrea Spataro, avvocato del foro di Milano

 

PER LA CORTE TERRITORIALE ERA PIANIFICAZIONE OMISSIVA LA CAUSA DELL'INCENDIO DI TORINO

 

La pronuncia della sezione I, Corte d’Assise d’Appello di Torino, in funzione di giudice dell’impugnazione, ha consentito di analizzare, ancora una volta, uno dei temi più dibattuti del diritto penale, quello dell’esatta identificazione del labile confine che divide il dolo eventuale dalla colpa con previsione dell’evento. Infatti,all’esito della celebrazione del processo di secondo grado, la Corte,nell’ambito delle molteplici determinazioni alla quale è giunta in merito, ha riformato la pronuncia di primo grado in punto di responsabilità del principale imputato, l’amministratore delegato dell’azienda, riqualificandone le imputazioni da omicidio (e incendio) volontario a titolo di dolo eventuale a omicidio colposo con colpa cosciente. Così statuendo, la Corte territoriale ha sconfessato l’impostazione innovativa adottata dalla Corte d’Assise, la quale aveva recepito l’impianto accusatorio anche e soprattutto con riferimento al carattere doloso della contestazione a carico del datore di lavoro.

 

di Andrea Spataro, avvocato del foro di Milano

 

PER LA CORTE TERRITORIALE ERA PIANIFICAZIONE OMISSIVA LA CAUSA DELL'INCENDIO DI TORINO

 

 

La pronuncia della sezione I, Corte d’Assise d’Appello di Torino, in funzione di giudice dell’impugnazione, ha consentito di analizzare, ancora una volta, uno dei temi più dibattuti del diritto penale, quello dell’esatta identificazione del labile confine che divide il dolo eventuale dalla colpa con previsione dell’evento. Infatti,all’esito della celebrazione del processo di secondo grado, la Corte,nell’ambito delle molteplici determinazioni alla quale è giunta in merito, ha riformato la pronuncia di primo grado in punto di responsabilità del principale imputato, l’amministratore delegato dell’azienda, riqualificandone le imputazioni da omicidio (e incendio) volontario a titolo di dolo eventuale a omicidio colposo con colpa cosciente. Così statuendo, la Corte territoriale ha sconfessato l’impostazione innovativa adottata dalla Corte d’Assise, la quale aveva recepito l’impianto accusatorio anche e soprattutto con riferimento al carattere doloso della contestazione a carico del datore di lavoro.
 


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