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Gli obblighi dei lavoratori in azienda

Ambiente_Sicurezza
Scritto da Ambiente & Sicurezza 17/10/2011

di Gabriele Taddia, avvocato in Ferrara

È spesso trascurato, ma a torto, il fatto che il D.Lgs. n. 81/2008, fra i soggetti penalmente responsabili non ha annoverato solamente il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti, ma ha previsto espressamente una serie di obblighi che interessano trasversalmente tutti i lavoratori, qualunque sia l’inquadramento o le mansioni svolte.

Infatti, l’art. 20, Testo unico sicurezza, ha individuato diversi comportamenti vincolanti per tutti i lavoratori, la cui violazione è punita con sanzioni di carattere penale:

«b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;

c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto, nonchè i dispositivi di sicurezza;

d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;

e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi nonchè qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;

f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;

g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;

h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;

i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente».

La violazione di queste disposizioni può essere punita con l’arresto fino a un mese o l’ammenda da 200 a 600 euro ed è opportuno ricordare che in questo caso l’ammenda ha natura penale esattamente come l’arresto.

Sono disposizioni di fondamentale importanza e per questo assistite da una sanzione di carattere penale; il lavoratore deve osservare obbligatoriamente quanto disposto dall’art. 20 e, in particolare, appaiono significative (anche perché costantemente violate) quelle sull’uso dei dispositivi di protezione individuale e sull’obbligo di segnalare tempestivamente al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti ogni possibile situazione che possa comportare rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Lo ha anche precisato di recente la Corte di Cassazione, sez. IV, con la sentenza 20 aprile 2011, n. 23292, dove ha sottolineato che «in materia antinfortunistica, anche il lavoratore è onerato di obblighi prudenziali finalizzati a prevenire la verificazione dell'infortunio a danno proprio o di altri lavoratori, come si desume, del resto, dal disposto dell'art. 20 d.lg. 9 aprile 2008 n. 81, che dettaglia una serie di obblighi cautelari specifici posti a carico del lavoratore, la cui violazione integra un addebito a titolo di "colpa specifica", con la conseguenza che, in caso di danno alle persone, correttamente sono contestabili le fattispecie aggravate di cui agli art. 589, comma 2, e 590, comma 3, c.p.».

Il significato della norma e della sentenza citate è univoco, il lavoratore, qualunque sia il suo ruolo e il suo livello, non è uno spettatore passivo, ma è un attore del sistema di sicurezza aziendale.

Senza la scrupolosa osservanza delle norme e senza le sue segnalazioni su quanto costituisce pericolo non sarà mai possibile la sicurezza in azienda.


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