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Incremento Malattie Professionali legate a Movimentazione Manuale dei Carichi e Movimenti Ripetitivi

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Scritto da Raffaele Peluso il 13/10/2011

Diversamente da quanto accadeva in passato, tra le principali tipologie di malattia professionale troviamo oggi quelle legate alla movimentazione manuale dei carichi, alla movimentazione dei pazienti, ai movimenti ripetitivi degli arti superiori e alle posture incongrue.

In Europa patologie come le tendiniti mano/polso e l’epicondilite hanno nettamente superato nelle classifiche delle malattie professionali altre patologie più “classiche” quali tumori, ipoacusie e dermatiti. L’Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro ha prodotto numerosi documenti in merito alla prevenzione dei Work Related Musculoskeletal Disorders (WMSDs). In uno di questi si indica chiaramente come gli WMSDs siano causati principalmente da attività lavorative comportanti movimentazione manuale di carichi (MMC), lavoro fisico pesante, posture incongrue, movimenti ripetuti degli arti, vibrazioni e, inoltre, come il rischio per WMSDs può aumentare in funzione di ritmi di lavoro, bassa soddisfazione lavorativa, alta domanda e stress lavorativo. 

Diversamente da quanto accadeva in passato, tra le principali tipologie di malattia professionale troviamo oggi quelle legate alla movimentazione manuale dei carichi, alla movimentazione dei pazienti, ai movimenti ripetitivi degli arti superiori e alle posture incongrue.

In Europa patologie come le tendiniti mano/polso e l’epicondilite hanno nettamente superato nelle classifiche delle malattie professionali altre patologie più “classiche” quali tumori, ipoacusie e dermatiti. L’Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro ha prodotto numerosi documenti in merito alla prevenzione dei Work Related Musculoskeletal Disorders (WMSDs). In uno di questi si indica chiaramente come gli WMSDs siano causati principalmente da attività lavorative comportanti movimentazione manuale di carichi (MMC), lavoro fisico pesante, posture incongrue, movimenti ripetuti degli arti, vibrazioni e, inoltre, come il rischio per WMSDs può aumentare in funzione di ritmi di lavoro, bassa soddisfazione lavorativa, alta domanda e stress lavorativo. Per rimanere in Europa, i dati provenienti dall’European Survey on Working Conditions (ESWC) del 2005 riferiscono che una quota pari al 21% di tutti i lavoratori europei (considerando i 27 Stati Membri) è adibita, per almeno metà del proprio tempo di lavoro, ad attività di movimentazione manuale di carichi (26% tra gli uomini e 14% tra le donne). Quasi 1/3 della forza lavoro è esposta (senza significative differenze di genere) a posture “incongrue” per almeno metà del proprio tempo di lavoro mentre, oltre il 50% dei lavoratori europei è adibito ad attività con movimenti ripetitivi degli arti superiori. Da un altro studio emerge come i disturbi muscolo scheletrici riferiti alla condizione di lavoro siano quelli più frequentemente indicati dai lavoratori europei: circa il 25% dei lavoratori interpellati ha riferito “mal di schiena” mentre il 23% ha segnalato “dolori muscolari agli arti”. Se si guarda inoltre agli WMSDs come malattie professionali, è noto come in Europa gli stessi (in gran parte circoscritti alle sole patologie degli arti superiori) rappresentino oltre il 50% di tutta la casistica professionale trattata nei rispettivi sistemi assicurativi. Questa tendenza trova conferma nei dati pubblicati dall’INAIL, che evidenziano negli ultimi cinque anni una crescita pari al 158% delle denunce per malattie professionali muscolo scheletriche da sovraccarico biomeccanico. Questo tipo di denunce è pari al 60% delle denunce complessive avvenute nel 2010. In quasi tutti i singoli Paesi dell’Europa Occidentale i WMSDs rappresentano la prima e più diffusa condizione di malattia professionale (con picchi, negli anni recenti, in Spagna e Francia ove tale quota supera l’80% della casistica). Va sottolineato infine, come gli WMSDs siano la maggiore causa di assenza dal lavoro in quasi tutti gli Stati Europei. In qualche stato, gli WMSDs incidono per il 40% dei costi per l’indennizzo dei lavoratori e causano una riduzione fino al 1,6% del PIL. È stato peraltro stimato in diversi Stati che il costo diretto (per una impresa) di un caso WMSDs come malattia professionale ammonta a circa 40000 Euro.

In defintiva, i WMSDs si presentano come patologia professionale di primo rilievo per diffusione (anche se, fortunatamente, non per gravità) e per costi economici e sociali indotti. Ciò ha spinto molte agenzie nazionali, continentali ed internazionali tra cui ILO (International Labour Office) ed WHO (Word Health Organization) a varare programmi articolati di monitoraggio e contrasto delle condizioni di lavoro determinanti gli WMSDs. Come gestire tale problematica? grande attenzione andrà prestata agli aspetti della identificazione e stima del rischio. Queste sono infatti le basi fondamentali per qualsiasi azione di prevenzione e riduzione del rischio per l’apparato muscolo-scheletrico.

In base all’art 168 e all’allegato XXXIII del D.Lgs 81/08 appare evidente come le valutazioni del rischio vadano condotte utilizzando preferenzialmente la metodica NIOSH (norma ISO 11228-1 e 2) per la MMC e il metodo OCRA (norma ISO 11228-3) per la valutazione del rischio da movimenti ripetitivi. Avete avuto esperienze a riguardo?

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