Community Sicurezza - La sicurezza si condivide in rete
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Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
Autore Messaggio
michele_consonni Offline
Team 3M

Messaggi: 9
Registrato: Apr 2012
Messaggio: #1
Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
In questi giorni mi è capitato spesso di "inciampare" sul tema in oggetto, e di discuterne con colleghi e con esperti esterni...

Google è sempre una miniera inesauribile di spunti, e navigando in rete mi sono imbattuto in questa gustosa vignetta di Nicola Canal (fonte: StudioFonzar.com) che mi pare renda bene l'idea della dimensione del problema.

Come entrare in contatto con lavoratori di provenienza ed estrazione culturali tanto differenti?

Certamente ci sono iniziative 'made in Italy' davvero interessanti ed anche divertenti, come quella promossa da A.S.P.E.N. di Nuoro in collaborazione con Inail.
Un opuscolo "fumettato" in dialetto per avvicinare gli agricoltori all'uso dei D.P.I. ed in generale destare l'interesse in tema di sicurezza.

Come avete affrontato questo aspetto nelle vostre organizzazioni?

In che modo i produttori di D.P.I. come 3M potrebbero esservi di supporto in questa importante attività di informazione e formazione?
09/09/2011 01:27 PM
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giorgio_pira Offline
Member

Messaggi: 3
Registrato: Feb 2011
Messaggio: #2
RE: Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
Ciao Michele, davvero un argomento interessante! Credo che comunicare in lingue diverse in una società multietnica sia oramai necessario ed assolutamente utile per gli utilizzatori finali.

p.s. solo una precisazione, l'opuscolo dell'A.S.P.E.N. di Nuoro è in lingua sarda, non in dialetto!!
13/09/2011 06:03 PM
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giacomo_elias Offline
Member

Messaggi: 2
Registrato: Oct 2011
Messaggio: #3
RE: Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
La comunicazione, è il principale strumento di lavoro del professionista (libero o aziendale).

Sulla base delle sue capacità di comunicare egli è giudicato da clienti, superiori e collaboratori.

Questo è particolarmente vero quando si verifica una crisi d'immagine che rappresenta un evento visibile

all'esterno dell'organizzazione e il cui verificarsi può danneggiare gravemente l'azienda e la sua

competitività.

Per questo motivo AIAS ISFOP ha predisposto un corso di Formazione A Distanza (FAD) dal titolo:

"Comunicare in maniera efficace per aumentare la notorietà ed il riconoscimento della propria professionalità"

Obiettivo del corso è di fornire al professionista gli strumenti per comunicare in modo efficace ed efficiente con i suoi interlocutori e aiutarlo a prevedere, gestire e limitare i danni di immagine generati da una crisi dell'azienda-cliente proprio attraverso "la comunicazione".

Clickando sul titolo del corso è possibile ottenere maggiori informazioni.
15/10/2011 07:13 PM
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silvana_verna Offline
Member

Messaggi: 9
Registrato: Apr 2012
Messaggio: #4
RE: Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
Sempre sullo stesso tema vi segnalo un'iniziativa AIFOS:

Quanti formatori, nel corso degli ultimi anni, si sono trovati di fronte a lavoratori stranieri con una conoscenza scarsa della lingua italiana? Quali strumenti ha applicato il formatore alla sicurezza per far sì che la formazione fosse efficace? Quali metodi? Quali materiali?

Da questi interrogativi parte l’analisi che AiFOS diffonde fino al 31 ottobre, per raccogliere informazioni sulla formazione alla sicurezza sul lavoro degli stranieri.

Tale ricerca è diffusa tramite un questionario di poche domande, che invitiamo tutti i formatori che abbiano avuto esperienza con i lavoratori stranieri nell’ultimo biennio.

I dati che verranno raccolti saranno elaborati da una laureanda in Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione dell’Università degli Studi di Milano e permetteranno all’associazione di approfondire un tema che non si può non affrontare in un mondo del lavoro multietnico come quello che si è, ormai, configurato in Italia.

Il questionario è compilabile on-line al seguente link: Vai al Questionario
26/10/2011 11:47 AM
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ivan_montanari Offline
Member

Messaggi: 6
Registrato: Oct 2012
Messaggio: #5
RE: Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
Rimango in tema se vi parlo di segnali armonizzati a livello internazionale? Si può comunicare con i segnali ? quelli che abbiamo soddisfano le esigenze di una popolazione multietnica? Tengono conto del di un livello di comprensibilità riconosciuto ufficialmente a livello internazionale?

Solo in una occasione ho avuto la necessità di fare formazione ad un lavoratore extraeuropeo. Ed in quel caso la mia risposta era stata “si ma solo in parte”.

Per certi versi dal 2011 possiamo invece dire anche di si e soprattutto si sotto il profilo normativo (dall’ottobre 2012 anche in Italia).

So che non è cosa nota ma, dal 2011, chi deve comunicare a lavoratori multietnici in contesto internazionale informazioni ed avvertenze può attingere dalla raccolta di simboli della norma ISO 7010.
Da luglio questa norma fa parte delle norme pubblicate dal CEN e da poco è stata pubblicata anche in Italia UNI EN ISO 7010:2012.

Sebbene affronto questi argomenti - comunicare con i “segni” - per motivi lavoro ( per trasparenza sono una parte interessata della catena di fornitura) sono un appassionato della cosa.

Motivo di questa passione è anche che dal 1996 ho la fortuna di far parte di un gruppo di lavoro internazionale ISO che è impegnato nell’armonizzazione dei simboli che comprende anche test di comprensibilità ( tre paesi due culture o almeno due culture).

Prima di proseguire sull’argomento, per rispetto degli altri appartenenti alla comunity mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in merito ed anche se vi siete mai trovati a dover comunicare informazioni
In un contesto che richiedeva questa specifica conoscenza.

Ho anche dato un’occhiata al questionario; molto interessante lo compilerò senz’altro; chissà se la persona in questione è interessata a quest’argomento
31/10/2012 02:12 PM
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michele_consonni Offline
Team 3M

Messaggi: 9
Registrato: Apr 2012
Messaggio: #6
RE: Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
Ciao Ivan e ben trovato sulla Community!

Mi ha incuriosito un passaggio del tuo intervento incentrato sui segnali: <Solo in una occasione ho avuto la necessità di fare formazione ad un lavoratore extraeuropeo. Ed in quel caso la mia risposta era stata “si ma solo in parte”.>

Mi puoi far capire meglio il tuo punto di vista, magari citando il caso concreto?

Per come la vedo io, se comunicare in modo visuale tramite cartelli e segnali basati su simboli -più o meno- universalmente noti funziona "solo in parte", temo che argomenti come addestramento e formazione siano ancora più spinosi e complessi da affrontare.

Mi piacerebbe anche avere il punto di vista di qualche RSPP che operando 'sul campo' abbia dovuto affrontare questi problemi nel concreto. Sia quelli legati alla segnaletica, che quelli di formazione e addestramento.
31/10/2012 03:34 PM
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ivan_montanari Offline
Member

Messaggi: 6
Registrato: Oct 2012
Messaggio: #7
RE: Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
Ciao Michele e grazie dell'assist!
Rispondo ma prima chiarisco il concetto ; il "si solo in parte" era riferito a prima dell'uscita della nuova norma. Ora siamo messi decisamente meglio.
Ma vediamol caso concreto: Un collega di fede mussulmana proveniente dal Pakistan assunto con mansione di magazziniere.
Per questo lavoratore, che parlava abbastanza bene la nostra lingua, alcuni simboli erano poco comprensibili a causa della rappresentazione antropomorfa contenuta (forma del viso, orientamento dell'asse del busto, altro). Nel caso specifico la vecchia norma rappresentava l'essere umano visto solo di fronte mentre la nuova norma riporta il viso dell'uomo o della donna visto di lato quando opportuno.
La scelta dell'orientamento è stata fatta inizialmente sulla base di risultati di test condotti in diversi paesi e culture.
Non ultimo i nostri segnali di salvataggio riportanti la croce sono diciamo "difficili da apprezzare" ( farà ridere ma il segnale della nuova norma che vieta il calpestio - piedi neri barrati - ai cugini francesi non piaceva perchè aveva contenuti con connotati razziali non graditi).

Sono d'accordo che formare ed addestrare siano argomenti spinosi; a maggior ragione quindi utiliziamo messaggi di sicurezza armonizzati sotto tutti i profili, anche quello culturale.

Spero di aver incuriosito qualcun'altro oltre a Michele!
23/11/2012 02:09 PM
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virginio_galimberti Offline
Member

Messaggi: 41
Registrato: Apr 2012
Messaggio: #8
RE: Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
Simpatica risposta
Sarei curioso di conoscere di quale simbolo si tratta
Da quanto riportato mi pare di capire che i simboli (o segnali) contenuti in questa "nuova norma" (UNI EN ISO 7010?), a differenza della "vecchia" segnaletica attualmente in uso siano tutti facilmente comprensibili da chiunque.
E' vero?
23/11/2012 04:05 PM
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ivan_montanari Offline
Member

Messaggi: 6
Registrato: Oct 2012
Messaggio: #9
RE: Comunicare la sicurezza in una società multietnica?
Ringrazio per la domanda e passo alla risposta iniziando dal fondo.

Non non è vero che siano tutti comprensibili da chiunque , al momento nessun pittogramma o segnale da esso composto, fra quelli normati , risulta comprensibile da chiunque, ovvero nessuno fra quelli testati ha mai avuto uno score del 100% nel 100% delle situazioni sottoposte a test (vado a memoria sono test in vigore da parecchi anni).
Per questo motivo, quando le risorse lo permettono, si preferisce effettuare dei test effettuati secondo la norma ISO 9186-1:2007. Questi test sono più frequenti nei segnali della norma ISO 7001.
Sempre per lo stesso motivo in assenza di test con valori assoluti la norma stessa prevede l'obbligo di formazione generica o specifica (a prescindere dagli obblighi di legge esistenti nei vari paesi in cui si applica).

Per quanto riguarda il simbolo in questione relativa ai piedi "neri" barrati si tratta di un divieto codificato con il numero internazionale (URN: Unique Reference Number ) P024 significante appunto il divieto di calpestio. Per chi fosse interessato a vederlo può consultare la Online Browsing Platform nel sito http://www.iso.org digitando il codice P024.
06/12/2012 04:22 PM
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