Community Sicurezza - La sicurezza si condivide in rete
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Un nuovo punto di vista...
Autore Messaggio
luciano_martinoli Offline
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Messaggi: 7
Registrato: Nov 2011
Messaggio: #1
Costruire Sicurezza a partire dai comportamenti (e non viceversa)
Vi è un terreno ritenuto "scivoloso" dalla cultura aziendale, tipicamente "razionale", che, proprio per questo, più che razionalizzare, attraverso norme e procedure, non è in grado di fare.

Per comprendere e interagire con i comportamenti delle persone, per "costruire sicurezza", dobbiamo addentrarci nella dimensione "umana" fatta di emozioni, cultura, socialità che noi come "umani" (madri, padri, figli, amici, allenatori di squadre di calcio, volontari, vicini di casa, ecc.) ben sappiamo essere indispensabili presidiare per rapporti soddisfacenti ed efficaci, e come "manager" a qualsiasi livello, o classe dirigente d'azienda, colpevolmente tralasciamo (per ignoranza di strumenti adeguati, per paura di "brutte figure" in un contesto aziendale che le snobba perchè ritenute inopportune o perchè preferisce dedicarsi alle "Procedure", per interesse alla produttività credendo che questa e la sicurezza siano in conflitto, ecc.).
05/11/2011 03:31 PM
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andrea_fasoli Offline
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Messaggi: 4
Registrato: May 2011
Messaggio: #2
Comportamenti e sicurezza
La cultura della sicurezza deve nascere obbligatoriamente dal management ed in particolare dalle figure che portano le deleghe alla sicurezza; possiamo vederlo sia nel TUS che in tema di D.Lgs.231/2001 o responsabilità amministrativa dell’ente. In particolare il D.Lgs.231/2001, si vedano anche alcuni commenti a sentenze in tal senso riportate anche nel forum stesso, pone un interesse diretto a valutare la sicurezza e la produttività o profitto. Al contrario, in caso di incidente verrà quantificato il risparmio o il guadagno derivato dalla non applicazione della sicurezza ed usato per comminare la sanzione riproporzionandola alle “tasche” dell’ente: se non per questioni etiche occorre ora valutare i risvolti della non sicurezza dal punto di vista anche economico. Come RSPP occorre anche riuscire a spiegare al datore di lavoro questo aspetto qualora ce ne fosse bisogno. Basta anche inoltrare il contenuto di qualche sentenza, non necessariamente la Thyssen, per interessare il datore di lavoro ad informarsi sul tema del D.Lgs.231/2001.

Per quanto riguarda i comportamenti diretti delle persone nella prevenzione infortunistica oramai esiste una ricca documentazione scientifica a riguardo. Nasce dell'evidenza che i comportamenti sono alla base della maggior parte degli incidenti ed infortuni; si parla di oltre il 75% degli eventi. DU PONT da oltre venti anni applica i principi della Behavior Based Safety ovvero della Sicurezza Basata sui Comportamenti. Diversi altri colossi della chimica lavorano in questo senso. Io stesso posso testimoniare l’efficacia lavorando in un sito dove i principi della BBS sono attuati con notevole impatto sulla crescita della cultura della sicurezza. I risultati misurabili direttamente in termini di riduzione di infortuni già da molti anni. In Italia un capostipite di tali studi e divulgazione del modello è il professor Fabio Tosolin con l’associazione AARBA (si trova anche in internet). I principi sono semplici, se guidati da personale esperto, e tanti gli esempi positivi a riguardo. E' essenziale lavorare su comportamenti ma se si vuole ottenere un risultato duraturo occorre rapidamente se non comtemporaneamente lavorare su procedure, formazione e macchine. Le maestranze devono vedere consistenza nel processo altrimenti si perde di credibilità e quindi di efficacia.
11/11/2011 07:03 PM
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luciano_martinoli Offline
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Messaggi: 7
Registrato: Nov 2011
Messaggio: #3
BBS
Non penso che l'apporccio BBS abbracci nella sua totalità il tema dei comportamenti, ma si limiti ad indirizzare, ridurre il tutto ad una razionalità che non è abbastanza "capiente" per ospitare anche altre dimensioni, emotiva, culturale, sociale, che pure contribuiscono a realizzarli.

Purtroppo ad oggi non c'è ancora un sereno dibattito su questo tema, e da quì la mia presenza sul forum. Ci si limita a comode ed ideologiche prese di posizione (tanto c'è la BBS!) chiudendo gli occhi sulla sua incapacità "scientifica" di spiegare, affrontare e risolvere il problema (altrimenti sarebbe universalmente adottato e la gente non si farebbe più male).

Anche la Magistratura, per la prima volta, si sta accorgnedo dell'importanza del tema

http://ettardi.blogspot.com/2011/12/comp....html#more

e abbiamo lanciato una ricerca alla quale mi piacerebbe invitarla https://sites.google.com/site/nextprojec...ects=0&d=1
12/12/2011 07:28 PM
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andrea_fasoli Offline
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Messaggi: 4
Registrato: May 2011
Messaggio: #4
RE: Costruire Sicurezza a partire dai comportamenti (e non viceversa)
Ho letto i lilnk segnalati ed approfitto per continuare nello scambio.

Ho citato la BBS proprio perchè da una decina di anni che abbiamo iniziato ad applicarne i principi in uno stabilimento in cui la messa a norma di aree e macchine, l'applicazione di sistemi gestionali era già un dato di fatto da anni con grandi risultati ma ci eravamo fermati ad un nuovo zoccolo duro di incidenti. Molto inferiori a prima ma ancora incidenti. Causati da comportamenti: circa l'80%. Il risultato è stato abbastanza rapido: -70/75% all'anno nei 4 anni successivi. Significa che ora siamo in media ad un incidente ogni 2 anni su un team di 300 persone in industria manifatturiera: 2011 zero incidenti. Cosa serve? Occorre crederci, applicare i protocolli senza sconti e con la partecipazione dei lavoratori: se ci riescono i giapponesi possono anche gli italiani. Ho seguito l'implementazione presso siti francesi, tedeschi e spagnoli (oltre che nel sito italiano per cui lavoro) senza notare grosse differenze di comportamenti, con analoghe storie infortunistiche e risultati. I lavoratori non vengono in stabilimento per farsi del male. L'incidente è frutto di cause misurabili e prevenibili. Non basta insegnare come fare il lavoro e come usare la macchina, i rischi legati alle deviazioni comportamentali ed i rischi residui. Occorre usare anche le strategie comportamentali, non parlo di neuroprogrammazione, ma semplicemente sanzionare le deviazioni (ma questo è un obbligo di legge) e "ringraziare" per i comportamenti corretti (si veda Maslow la piramide dei bisogni); occorre osservare i lavoratori all'opera, chiedere spiegazioni ed ascoltare le esigenze. Comportamento trasparente=fiducia.

Abbiamo alzato l'asticella: dobbiamo consolidare i risultati ed applicare il ciclo di Deming per nuovi traguardi ed obbiettivi. In generale non dobbiamo risolvere "Il problema della sicurezza sul lavoro": dobbiamo analizzare cause, identificare soluzioni, applicarle e verificare l'efficacia.

Attendo il suo parere ed anche l'invito.
05/01/2012 05:02 PM
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luciano_martinoli Offline
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Messaggi: 7
Registrato: Nov 2011
Messaggio: #5
Un nuovo punto di vista...
Premesso che non credo in "verità assolute", che a mio modesto avviso non sono di questo mondo, e che è importante avere nuove conoscenze per avere punti di vista che ispirino nuove modalità d'intervento, desidero proporre uno di questi.

https://sites.google.com/site/nextprojec...ects=0&d=1

E' un punto di vista che cerca di avere una vista "unica" sulle persone e sull'organizzazione, cercando di superare le specializzazioni tanto efficaci(?) nel raggiungere singoli traguardi quanto effimere nel cogliere l'essenza dell'insieme e le su capacità di prestazioni in generale.

La sicurezza deve partire dai comportamenti. Ma le persone, oltre a non farsi male, devono lavorare, produrre, rispettare standard di qualità, conformità all'ambiente, rispetto dei colleghi, orientamento al cliente, interno o esterno, e mille altre "condizioni al contorno" che l'approccio meccanico-riduzionista dell'attuale cultura manageriale (interna ed esterna all'azienda, dunque anche il legislatore) è capace d'inventarsi ogni giorno nell'illusione che il mondo sia fatto di parti e basti mettere a posto ogni singolo pezzo per far andare bene il tutto.

Il documento che le invio parte da presupposti opposti. Non è più giusto o sbagliato, è soltanto diverso e, in virtù di questa diversità, "ispira" interventi radicalmente diversi.

Anche sui comportamenti.

Anche su quelli relativi alla sicurezza e coerentemente con gli altri comportamenti. Se vuole fa venire il dubbio, legittimo, che il tema dei comportamenti sulla sicurezza sia un "ologramma" più generale della capacità di management delle persone.

Sarei interessato ad un suo parere.

Grazie

Cordiali Saluti
23/03/2012 11:30 AM
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