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NUOVO ACCORDO FORMAZIONE RSPP (e non solo)
Autore Messaggio
franco_mugliari Offline
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Messaggi: 17
Registrato: Jul 2013
Messaggio: #1
NUOVO ACCORDO FORMAZIONE RSPP (e non solo)
LICENZIATA LA NUOVA BOZZA DI ACCORDO SULLA FORMAZIONE DEGLI RSPP/ASPP E MOLTO ALTRO.

Gruppo di Lavoro delle Regioni e ministero, hanno licenziato il testo della “bozza” di accordo che dovrebbe sostituire quello del 26 gennaio 2006. Da un’intervista del coordinatore delle regioni abbiamo appreso quali sono i principali punti del documento che, ci avverte l’intervistato, potrà/dovrà essere soggetto a modifiche nel corso dell’iter che lo attende per arrivare alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Settimane? Mesi? Anni? Vedremo.

Questo peraltro è un periodo segnato da numerosi progetti di riforma, molti dei quali potrebbero riflettersi ed avere conseguenze anche per quanto riguarda la normativa sulla sicurezza del lavoro.

In primo luogo la riforma costituzionale con la modifica dell’art. 117 e il rientro della materia sicurezza del lavoro tra quelle di competenza esclusiva dello stato (ad esclusione delle province autonome di TN e BZ) e il Jobs Act con il decreto attuativo che dovrebbe individuare i settori di attività a “basso rischio” di infortuni e malattie professionali (come previsto dal Decreto del Fare-Legge n. 98/2013). Il timore è che è che tra i tanti decreti attuativi del Jobs Act possano venire alla luce proroghe, semplificazioni o altre disposizioni che abbassino i livelli di tutela dei lavoratori.

La proroga per la formazione abilitante all’uso delle attrezzature nel comparto agricolo, sulla quale nessuno era stato consultato e di cui nessuno si era accorto, rappresenta un esempio recente del decisionismo renziano. Io l’ho denunciata nel mio post PROROGA SU PROROGA del 6 marzo 2015.

D’altronde il “semplificazionismo” (che rischia di tradursi in “semplicismo”) sulla formazione, Renzi lo ha espresso in Virus - Il contagio delle idee nella puntata del 9 ottobre 2014 - 23:01 "… Bisogna ridurre il peso delle organizzazioni che intervengono con quei corsi "farlocchi" come il corso anti-incendio… Bisogna semplificare". Come se alla Thyssen, o alla fabbrica dei cinesi di Prato, nulla fosse accaduto.

E sempre a proposito di semplificazione, non va dimenticato che l’accordo per la formazione RSPP (e non solo) incrocia (speriamo senza scontrarsi) proprio il decreto che dovrebbe indicare le attività a “basso rischio” di prossima (?) emanazione.

Ma non ce n’era già abbastanza con i 9 macro-settori ATECO del 2006; con i codici di riferimento del 2002 aggiornati nel 2007 (e relativa tabella di adeguamento); con i tre livelli di rischio (basso-medio-alto) per la formazione di lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro/SPP e relativi accordi; con i tre livelli di rischio nel DM 10 marzo 1998 alla duecentesima “bozza” di revisione (basso-medio-elevato); con le due classificazioni INAIL per la formazione al primo soccorso?
Evidentemente no. Serviva un’ulteriore definizione di settori a “rischio basso” e a “rischio NON basso” con procedure “semplificate” diverse ed ulteriori da quelle “standardizzate” che già ci sono.

Sempre in premessa mi tocca peraltro segnalare che, a differenza delle varie bozze che hanno cominciato a girare in rete, tutte precedenti al confronto regioni-ministero del 13 marzo u.s., il riassunto/commento pubblicato un paio di settimane fa sul mio blog, rispecchia i contenuti della "bozza" di accordo licenziata.
(http://muglialafuria.blogspot.com)

Ho dovuto però correggere quanto detto a proposito dei macrosettori che per il momento non verranno modificati (non così per alcune vecchie “bozze” che provavano a riorganizzarli). E visto che avevo accennato all’agricoltura provo a riepilogare:
- per il nuovo accordo (formazione RSPP) l’agricoltura è, rispetto al percorso di base uguale per tutti i settori, semplicemente oggetto di un breve corso di specializzazione;
- per i vecchi accordi sulla formazione lavoratori, preposti, datori di lavoro/SPP, l’agricoltura resta per ora nel rischio medio;
- e nel futuro decreto del cosiddetto “BASSO RISCHIO” l’agricoltura ci sarà o no? Vedremo.

Il percorso formativo.
Per riassumere i punti principali del nuovo accordo partiamo dalla vera novità che riguarda la formazione di RSPP e ASPP: un percorso unico, scollegato dalle fasce di rischio e diviso in tre moduli: Modulo A (il corso base di 28 ore), Modulo B (relativo alla natura dei rischi e di 48 ore per tutti più un integrazione di 4 moduli di specializzazione: Agricoltura-Pesca; Cave-Costruzioni; Sanità residenziale; Chimico-Petrolchimico) e Modulo C (per le funzioni di RSPP di 24 ore).
Il modulo A è stato rivisto solo nei contenuti, così come il modulo C. Il modulo B è quello che invece ha subito una modifica sostanziale rispetto al 2006. Non si parla più di nove macrosettori ma è previsto un unico modulo B comune per addetti e responsabili indipendentemente dal settore di attività. Basta codici ATECO (ma solo per Aspp e Rspp).
Il modulo B sarà da integrare con 4 possibili moduli specialistici “SP” di durata 12 o 16 ore, qualora si vada ad operare nei seguenti settori: agricoltura, cave e costruzioni, sanità residenziale e petrolchimico con 12-16 ore di formazione per ogni specializzazione.

L’aggiornamento
Come anticipato le ore minime di aggiornamento nel quinquennio saranno 20 per gli ASPP e 40 per gli RSPP. Quindi non più 28 ore per gli ASPP e 40 o 60 per Rspp con il limite di 100 per quelli che sommavano settori di diverso profilo di rischio. Altra novità è il fatto che chi deve effettuare aggiornamenti, ad es. in quanto coordinatore, il monte ore totale non si andrà più a sommare. Quindi 40 ore per aggiornarsi come Rspp ma anche in quanto coordinatore e se poi uno fosse anche dirigente o lavoratore, a magari datori di lavoro/SPP… 40 ore tutto in uno (nelle migliori delle ipotesi). Vedi paragrafo sui crediti formativi.

L’E- learning
Un altro aspetto su cui si sofferma ampiamente il nuovo Accordo è la proposta di estensione della modalità e-learning ad esempio al modulo A del corso RSPP, a quello giuridico per i coordinatori di cantiere e, ancor più importante, alla formazione specifica dei lavoratori in aziende a rischio basso. (Quelle dell’accordo del 2011 o quelle del futuro decreto sul “basso rischio”? Chi vivrà vedrà).
Vale la pena di sottolineare il principio generale che legherà la possibilità di utilizzare la modalità di formazione in FAD solo quando questa sia espressamente prevista da norme, da accordi o da decreti.
Ma allora per quanto ai coordinatori dovrà essere modificato l’allegato XIV del T.U. oppure ad esempio per gli RLS, visto che l’art. 37 nulla dice, la formazione in FAD non potrà essere utilizzata. E perché non pensare ad un ritocchino anche al 37, magari alla formazione/aggiornamento degli RLS, visto che le parti sociali hanno avuto 7 anni di tempo per regolamentare l’attuazione dell’art. 37 e nulla hanno fatto.

Requisiti dei formatori sicurezza lavoro
Nei vari accordi precedenti il requisito era diversificato tra i due anni di esperienza per formare gli RSPP, di tre anni quella necessaria per la formazione di lavoratori, dirigenti e preposti, nessuna esperienza per coordinatori o per rappresentanti della sicurezza. Il nuovo accordo fissa che il Decreto del 6 marzo 2013 sulla qualificazione dei formatori diventerà l’elemento minimo di definizione dei requisiti dei docenti per tutta quella formazione non diversamente regolamentata. Rimangono ovviamente, è il caso dell’accordo sulle attrezzature, gli ulteriori requisiti di esperienza e professionalità già previsti.

Crediti formativi
Confermo quanto ho già detto nei miei post precedenti.
Centinaia di possibili casi di riconoscimento incrociato “totale, parziale o escluso” – ma che riconoscimento è quello “escluso”? - di crediti formativi sia per la formazione che per l’aggiornamento con riferimento a tutti i soggetti del sistema di prevenzione (RSPP, Coordinatori, DL-SPP, RLS, lavoratori…).
L’art. 32 co. 5 bis dà la possibilità di definire crediti da RSPP verso tutti gli altri soggetti (compresi i DL/SPP). Mentre il 37 co. 14 – bis afferma la possibilità di riconoscere crediti formativi tra lavoratori, preposti, dirigenti e RLS. Il datore di lavoro/SPP che c’azzecca? Niente e infatti a mio modesto avviso, si è andati oltre il mandato previsto dalla norma di riferimento. Ci penserà il governo a correggere il “vulnus” che si è determinato?

Conclusioni
Ma, al di là del merito del futuro accordo, quello che mi pare di dover sottolineare con forza è che con questo documento si potrebbe aprire una stagione, che una volta qualcuno avrebbe chiamato di riforme ma che per essere tale, richiederebbe la costituzione di tavoli di discussione e approfondimento con le parti sociali, gli ordini e le associazioni professionali mentre oggi, in nome della semplificazione, si rischia di aprire una stagione di decretazione d’urgenza che può contribuire a stravolgere il sistema di prevenzione creato con il D.Lgs. 81/2008.
Magari ci salverà tra qualche anno la Corte di Giustizia Europea.

Muglia La Furia
24/03/2015 06:34 AM
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NUOVO ACCORDO FORMAZIONE RSPP (e non solo) - franco_mugliari - 24/03/2015 06:34 AM

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