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L’ENFASI DELLA FORMAZIONE ALLA SALUTE E SICUREZZA - Versione stampabile

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L’ENFASI DELLA FORMAZIONE ALLA SALUTE E SICUREZZA - franco_mugliari - 16/03/2015 07:05 AM

Mi si è chiesto di spiegare quale sia il motivo che sta alla base dell’enfasi (vedi post “STATISTICHE PER LA PREVENZIONE TRA REALTA' E SUGGESTIONE” del 9 marzo di quest’anno sul blog http://muglialafuria.blogspot.com) con la quale 626 prima e T.U. dopo, viene esaltata la comunicazione in tutte le sue forme (formazione, informazione, addestramento, istruzioni, aggiornamento …).
Volentieri provo a rispondere.
Il punto di partenza va ricercato nella DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 12 giugno 1989 concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (la c.d. direttiva quadro) che recita:
Articolo 10
Informazione dei lavoratori
1. Il datore di lavoro prende le misure appropriate affinché i lavoratori e/o i loro
rappresentanti … ricevano… tutte le informazioni necessarie riguardanti:
a) i rischi per la sicurezza e la salute, nonché le misure e le attività di protezione e
prevenzione ….
Articolo 12
Formazione dei lavoratori
1. Il datore di lavoro deve garantire che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e
adeguata in materia di sicurezza e di salute, sotto forma di informazioni e di istruzioni …
E’ sulla base di tali previsioni normative che il Prof. Carlo ZOLI si è potuto spingere ad affermare che “Dopo l'emanazione della direttiva quadro 89/391/CEE il diritto alla formazione risplende di luce propria e non soltanto di luce riflessa”
un aforisma e che io ho messo in testa alle mie slide.
Ma vi è di più in quanto nella legge 3 agosto 2007, n. 123 all’articolo 1 (Delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro) al comma 2) leggiamo che: “i decreti di cui al comma 1 sono adottati… nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi generali”. E tra i principi generali alla lettera g) troviamo: “revisione dei requisiti, delle tutele, delle attribuzioni e delle funzioni dei soggetti del sistema di prevenzione aziendale….anche attraverso idonei percorsi formativi…”.
Ecco le 5 parole chiave che hanno fatto sì che la formazione e l’aggiornamento venissero prese (necessariamente) in considerazione per tutti i soggetti del sistema di prevenzione aziendale. Perché necessariamente? Semplicemente perché i criteri direttivi di una legge delega (l. 123/2007) , devono essere assunti in toto, a pena di invalidità) nella legge delegata (cioè nel D.Lgs. 81/2008).
Ma chi ha voluto che queste “5 paroline” venissero inserite nel disegno di legge delega vincolando il legislatore e determinando la crescita degli obblighi di formazione e di aggiornamento per tutti i soggetti?
Lo si rileva da una lettura dei verbali della Conferenza Stato Regioni. Il rappresentante della Provincia autonoma di Bolzano in Conferenza Stato Regioni aveva condizionato il proprio voto favorevole al testo proposto dal Governo, all’inserimento di quelle 5 paroline.
Probabilmente la cosa deve essere sfuggita ai responsabili dell’Amministrazione provinciale di Bolzano, ma anche e soprattutto a tutti coloro che cercano (riuscendoci) di condizionarla: associazioni degli artigiani, albergatori e contadini in primis.
Quando se ne sono accorti la frittata era fatta e a “lor signori del tanto se tocca tocca” non restava altro da fare che tentare di impedire che l’attuazione di tale principio di delega trovasse una regolare applicazione.
P.S. Notizia di oggi: “Sottoscritto l’accordo tra Associazione artigiani e la formazione professionale nel tentativo di sviluppare l’apprendistato” (da qualche anno in crisi anche qui da noi). Intervistato dal TG3 il portavoce degli artigiani ha dichiarato che l’accordo prevede a carico dei datori di lavoro l’onere di assumere, retribuire e addestrare i giovani lavoratori, mentre le scuole professionali sopporteranno gli oneri burocratici. BUROCRAZIA? Si l’assicurazione e la formazione alla sicurezza sul lavoro.


RE: L’ENFASI DELLA FORMAZIONE ALLA SALUTE E SICUREZZA - franco_mugliari - 17/03/2015 08:30 AM

Da C. G. Catanoso

Personalmente penso che quella che continuiamo a fare è tutto meno che formazione visto che per FORMAZIONE s'intende un processo che deve intervenire sulle variabili “individuo” e “gruppo”, al fine di influenzarne il comportamento organizzativo attraverso la modifica:
- delle conoscenze e delle informazioni sui rischi dell’ambiente fisico e sociale;
- dell’esperienza e delle abilità nello svolgere le proprie mansioni in modo sicuro e nel rispondere in modo adeguato alle variazioni delle condizioni di rischio;
- dei principi, dei valori e degli atteggiamenti nei confronti della sicurezza in modo da favorire il cambiamento dei comportamenti.

Quindi la vera Formazione dovrebbe essere quella di un processo che consente alle persone coinvolte di diventare più preparate nello svolgere un'attività non solo limitatamente ad una maggiore conoscenza ed abilità ma, soprattutto, grazie all'acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e del proprio comportamento, connessi all'espletamento dell'attività lavorativa nella specifica mansione.

Non dimentichiamo, poi, che i comportamenti di sicurezza, vengono proposti o meglio imposti solo da un obbligo normativo che, in quanto tale, fornisce indirizzi e modalità attuative; il problema di fondo diventa dunque quello di cambiare un comportamento imposto e quasi sempre non condiviso in uno pienamente accettato in quanto la sicurezza diventa parte integrante della propria esperienza lavorativa.
Ma perchè un comportamento o un atteggiamento sia pienamente accettato, è necessario un completo coinvolgimento degli individui nelle attività di prevenzione, espletate non solo a livello teorico, durante il corso di formazione, ma anche a livello pratico, all'interno, della propria azienda, nel ruolo normalmente ricoperto

Non mi pare proprio che quella che chiamiamo/spacciamo come formazione sia mai andata o vada attualmente in questa direzione .......