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DPI: lo indosso o non lo indosso? - Versione stampabile

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DPI: lo indosso o non lo indosso? - alessandra_loi - 05/03/2015 10:38 AM

Il fattore umano è un argomento da tenere in considerazione in ogni organizzazione.
Da un recente articolo pubblicato nella sezione "Articoli e Approfondimenti" ho tratto questo passaggio:

L’inefficacia delle misure di prevenzione è spesso dovuta alla mancata considerazione dell’elemento umano come “componente del sistema”. Tuttavia nell’elaborazione dei dati, sia ufficiale che aziendale, il fattore umano e le variabili organizzative non vengono quasi mai rilevati, l’attenzione è posta prevalentemente sui fattori tecnici e logistici.

Cosa ne pensate? Come è la vostra realtà in azienda?


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - luca_rimessi - 05/03/2015 12:06 PM

Dal punto di vista della sicurezza, lavorare fortemente sul fattore umano, è sicuramente una delle ultime frontiere che in Italia è ancora poco ricercata e praticata. Le aziende che vogliono essere leader del mercato, devono rendere conto delle loro perfomance a livello di sicurezza occupazionale, di processo e ambientale, catalogando e modificandoo il comportamento dei dipendenti al lavoro. Non voglio farla lunga e dilungarmi in spiegazioni che richiederebbero molto tempo, ma se si vuole distinguere e fare emergere un azienda nel mercato globale, e distinguerla da quelle emergenti del far east, che ormai producono come qualità e prezzo anche meglio di noi, si deve puntare tantissimo sulla sicurezza legata al comportamento dei dipendenti sul lavoro. Personalmente coordino con successo, non per merito mio ma dei colleghi, un processo di BBS all'interno della LyondellBasell di Ferarra, azienda per cui lavoro, già dal 1998. Il lavoro è stato lungo e faticoso e c'è ancora tanto da migliorare, ma a riprova di ciò e dell'efficacia della sicurezza comportamentale, riporto il dato positivo relativo al numero di incidenti sul lavoro degli ultimi anni, pari a zero.


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - alessandra_loi - 05/03/2015 02:15 PM

Grazie Luca per la tua risposta.

Direi che azzerare gli incidenti sul lavoro è l'obiettivo da conseguire in tutte le aziende: tanti complimenti per questo risultato di successo!


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - luca_rimessi - 05/03/2015 02:32 PM

Il numero degli incidenti non è il solo indicatore di cui tenere conto, in realtà in numero che conta è quello dei comportamenti a rischio, e la vera sfida è azzerarli...
Grazie del feedback positivo!


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - cristiano_de_luca - 11/03/2015 02:56 PM

Ciao a tutti, penso che il protocollo della BBS nel nostro paese sia di difficile applicazione perchè prevede la preesistenza di un SGSL e questo rischia non coinvolgere molte realtà lavorative nel nostro paese, visto che sono per la quasi totalità micro e PMI. Sicuramente cercare di intervenire sui comportamenti è una ottima iniziativa e sono assolutamente d'accordo con Luca per quanto riguarda i comportamenti a rischio e quindi l'analisi dei NEAR MISS. I DPI sono dispositivi estremamente importanti nella salvaguardia della salute e sicurezza sul lavoro, purtroppo vedo spesso il loro mancato utilizzo o utilizzo errato...


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - luca_rimessi - 11/03/2015 04:19 PM

Cristiano, permettimi di fare un’obiezione alle tue affermazioni. La BBS può essere importata in qualsiasi azienda, anche in una che non ha un SGSL, il lavoro sarà più difficile e complicato e per cambiare i comportamenti occorrerà più tempo, ma è fattibile allo stesso modo, si devono solo avere la voglia e le risorse giuste per farlo. Nel famoso e stranoto iceberg degli incidenti della sicurezza, i near miss stanno sotto al pelo dell’acqua, ma vengono dopo i comportamenti a rischio, che sono alla base della totalità delle cause di incidente. Il comportamento è alla base di tutto. Posso portare l’esempio della azienda per cui lavoro, dove oltre 900 near miss registrati nel 2014, la quasi totalità sono risultati di ordine tecnico strutturale e non comportamentale, come è giusto che sia.


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - cristiano_de_luca - 12/03/2015 08:08 AM

Luca, forse sono stato un po' troppo drastico nell'affermazione, poichè giustamente niente vieta ad un attività di qualsiasi dimensione, poter intervenire relativamente alla sicurezza nei comportamenti, ma converrai con me che se partiamo da una base molto solida a livello di sicurezza quale può essere la presenza di un SGSL con le sue garanzie, diventa tutto più facile.
Per quanto riguarda i NEAR MISS la mia intenzione era di integrare quanto da te giustamente detto, nel senso che, nel panorama di una ottimale gestione aziendale a livello di salute e sicurezza, valutare anche i mancati incidenti può senz'altro fornire un contributo al miglioramento.
Tornando ai DPI, quando ne parlo, oltre ad illustrare gli obblighi normativi delle varie figure aziendali, cerco sempre di sensibilizzare il più possibile relativamente ai rischi da cui proteggono, alle possibili conseguenze di un mancato o errato utilizzo. Considero la riunione periodica un momento di confronto molto importante e che dovrebbe essere ripetuto spesso durante l'anno.
Un saluto e grazie del confronto !


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - virginio_galimberti - 23/03/2015 04:15 PM

sto leggendo con interesse quanto viene scritto però ritengo che l'uso o meno del DPI non sia strettamente legato ai vari BBS, SGSL, Near missing e tutto quello che si tenta di mettere sul mercato (vedi ad esempio anche la nuova ISO 45001 che stiamo per pubblicare).
Diventa già difficile identificare il DPI "idoneo" (che risponda a tutti i requisiti previsti dall'art 76 del DLgs 81/2008) ed ancora più difficile risulta fare in modo che lo stesso, una volta scelto, venga indossato o portato in modo corretto.
Secondo il mio punto di vista l'unica forma efficace consiste nel modo in cui viene fatta la formazione/addestramento cercando di identificare il più possibile le caratteristiche dell'inbdividuo che lo deve indossare e tenendo conto delle "diversità" che esistono tra gli stessi individui (età, ciltura, lingua, ecc).
Non ho ancora trovato nessuno che, dopo aver dichiarato di fornire i DPI "idonei" sia poi riuscito a dimostrare tale affermazione


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - cristiano_de_luca - 31/03/2015 09:42 AM

Probabilmente si stava affrontando l'argomentazione con un approccio che partiva dall'anailisi dell'organizzazione dell'azienda fino ad arrivare al lavoratore. Partendo invece dal lavoratore, oltre a quanto previsto dall'art. 76 del D.Lgs. 81/08, prenderei in considerazione anche l'art. 20 e, ovviamente, l'informazione, la formazione e l'addestramento ove necessario. Punterei moltissimo anche sulla sensibilizzazione allo specifico argomento (anche tramite foto o filmati di esempio) e sul concetto di percezione del rischio, considerando le possibili conseguenze derivante da un mancato o cattivo utilizzo del DPI (in questo preciso caso). Potrebbe essere utile anche un "monitoraggio" nel tempo, cercando di capire, coinvolgendo i lavoratori stessi, se effettivamente il "DPI idonei" sono risultati effettivamente tali.


RE: DPI: lo indosso o non lo indosso? - rarteconi - 02/04/2015 09:32 AM

Buongiorno a tutti, approfitto dell'interessante discussione per aggiungere un elemento sul processo di scelta, validazione ed addestramento all'uso del dispositivo di protezione individuale.
Come, a mio avviso ben scritto precedentemente, la fase più critica non è tanto quella pur primario e fondamentale di scelta del dpi in rispetto alla valutazione del rischio residuo, ma quella successiva di verifica di efficacia e di adeguata ergonomia dello stesso in relazione alla popolazione di lavoratori interessata.

Questa seconda fase, seppur obbligatoria e richiamata dalla normativa sia italiana che europea, è molto spesso sottovalutata con il conseguente risultato di considerare protetti lavoratori che in realtà non lo sono a causa della mancata "validazione" del dpi sulla specifica persona.

Il processo di controllo dell'efficacia del dpi è fondamentale e, a mio avviso, costituisce la nuova sfida che i responsabili della sicurezza devono porsi come lo è stato ad esempio nel passato recente l'analisi dei near miss (prima solo per pochi, ora un consolidato sistema di prevenzione).

Alcuni sistemi di validazione sono già disponibili e in alcune nazioni sono resi obbligatori.
Ad esempio negli Stati Uniti, Canada, Uk è da anni prassi effettuare un fit-test sulla tenuta dei respiratori,quindi valutando l'efficacia e l'ergonomia dello stesso (https://www.osha.gov/SLTC/etools/respiratory/fittesting.html). Questo test è anche altamente formativo in quanto porta il lavoratore a dover indossare il respiratore in modo ottimale pena la non riuscita del fit-test.
Come citato anche dall'ultimo post questi sistemi possono consentire anche un monitoraggio nel tempo per verificare se la scelta del dpi, effettuata magari anni prima, è ancora valida e protegge realmente i miei lavoratori.