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Dispositivi di protezione dell’udito

claudio_galbiati
Scritto da Claudio Galbiati il 06/09/2011

Prima dell’entrata in vigore del D.Lgs 81/2008, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei confronti di rischi derivanti dalla esposizione al rumore è stata gestita con il D.Lgs 277/91 che, già a suo tempo, aveva introdotto la novità di porre i limiti al “livello di rumore” (o “esposizione al rumore”) nell’ambiente di lavoro e i concetti di monitoraggio ambientale, controllo sanitario, sensibilizzazione, informazione e formazione degli esposti e, non ultimo, di dispositivo di protezione individuale.

Il nuovo decreto (D.Lgs. 195/2006 - attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici [rumore]) ha modificato sostanzialmente il tipo di approccio migliorando le tecniche da adottare ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. 

Prima dell’entrata in vigore del D.Lgs 81/2008, la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei confronti di rischi derivanti dalla esposizione al rumore è stata gestita con il D.Lgs 277/91 che, già a suo tempo, aveva introdotto la novità di porre i limiti al “livello di rumore” (o “esposizione al rumore”) nell’ambiente di lavoro e i concetti di monitoraggio ambientale, controllo sanitario, sensibilizzazione, informazione e formazione degli esposti e, non ultimo, di dispositivo di protezione individuale.

Il nuovo decreto (D.Lgs. 195/2006 - attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici [rumore]) ha modificato sostanzialmente il tipo di approccio migliorando le tecniche da adottare ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

A differenza del precedente, questo decreto individua i valori limite di esposizione (livelli di esposizione il cui superamento e' “vietato”) ed i valori di esposizione (inferiori e superiori) che fanno scattare l'azione, cioè quei valori a partire dai quali devono essere attuate specifiche misure di tutela per i soggetti esposti.

Entrambi i valori sono riferiti ad un periodo lavorativo di 8 ore giornaliere.

Valori inferiori di azione Valori superiori di azione Valori limite di esposizione
Lex,8h = 80 dB (A) Lex,8h = 85 dB (A) Lex,8h = 87 dB (A)
ppeak 135 dB (C) ppeak 137 dB (C) ppeak 140 dB (C)

 

Inoltre, lo stesso decreto fornisce definizioni e limiti relativamente alla "pressione acustica di picco (ppeak)", al livello di esposizione giornaliera al rumore e, quando si è esposti a rumori che variano significativamente da una giornata all’altra, al livello di esposizione settimanale.

CRITERI DI SCELTA

“Il datore di lavoro tiene conto dell’attenuazione prodotta dai dispositivi di protezione individuale dell’udito indossati dal lavoratore ai fini di valutare il rispetto dei valori limite di esposizione”.

I criteri di scelta dei DPI dell’udito rientrano nelle regole imposte dal D.Lgs 81/200, per quanto concerne la scelta e l’uso, e dal D.Lgs 475/92 relativo alla loro produzione e messa in commercio e devono considerare, almeno, i seguenti fattori:

  • requisiti di attenuazione sonora;
  • comfort per l’utilizzatore;
  • caratteristiche e condizioni dell’ambiente di lavoro;
  • caratteristiche e condizioni dell’attività lavorativa;
  • necessità di udire i segnali di avvertimento
  • aspetto medico (eventuali disturbi);
  • compatibilità con altri DPI necessari (elmetti, occhiali, DPI delle vie respiratorie, ecc.);
  • possesso dei requisiti essenziali di salute e di sicurezza (marcatura di conformità e certificazione CE)

Un validissimo aiuto per la scelta è costituito dalla norma europea EN 458, recentemente rivista, (Protettori dell’udito - Raccomandazioni per la selezione, l'uso, la cura e la manutenzione - Documento guida) nella quale vengono indicati, tra l’altro, i diversi metodi (o procedure) da utilizzare nelle diverse situazioni che possono manifestarsi (per esempio, per rumori impulsivi che superano i 140 dB Lpk viene consigliata la procedura in Appendice B mentre per rumori impulsivi ripetuti di valore al di sotto di 140 dB Lpk si consiglia quella in Appendice A).

È doveroso richiamare l’attenzione sull’ormai obsoleto ma, purtroppo ancora in vigore D.M. 2 maggio 2005 che fa riferimento alla stessa norma EN (UNI EN 458:1995) i cui contenuti dovrebbero essere ritenuti comunque ancora validi.

Comunque, lo stesso decreto con l’art 2 (“I criteri per l’individuazione e l’uso dei DPI, diversi da quelli approvati al precedente art 1, devono garantire un livello di sicurezza equivalente”) permette di utilizzare la nuova edizione della norma.

Per approfondire questo tema o se avete altre domande partecipate alla discussione sul forum>> 


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