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Delega di funzioni: le indicazioni interpretative del CPT di Padova per il settore dell’edilizia

Ambiente_Sicurezza
Scritto da Ambiente & Sicurezza il 29/01/2014

 

Delega di funzioni: le indicazioni interpretative del CPT di Padova per il settore dell’edilizia

 

di Mario Gallo, Professore a contratto di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

 

Uno degli istituti più controversi in materia antinfortunistica è certamente quello della delega di funzioni; malgrado, infatti, le rilevanti innovazioni introdotte dagli artt. 16 e 17, D.Lgs. n. 81/2008, ancora oggi sono numerosi i punti critici che lo caratterizzano che si amplificano notevolmente nel caso dell’applicazione al settore dell’edilizia che presenta caratteristiche molto particolari sul piano sia normativo che dell’organizzazione produttiva e del lavoro.
In effetti, applicare la delega nell’universo del cosiddetto “sistema cantieri” non è facile in quanto terreno molto scivoloso e, per queste ragioni, il Comitato Paritetico Territoriale (CPT) per la prevenzione degli infortuni e l’igiene in edilizia della provincia di Padova ha pubblicato lo scorso 14 gennaio un interessante documento recante «Indicazioni interpretative sulla disciplina della delega di funzioni in materia di sicurezza sul lavoro» con il quale fornire un aiuto ai datori di lavoro sugli aspetti interpretativi e applicativi più significativi di questa materia così delicata.
Il documento ha fornito alcune risposte ai numerosi quesiti che sono stati sottoposti a un gruppo di lavoro del CPT, formato da giuristi e tecnici.
Tra gli argomenti più significativi che sono stati trattati nel documento spiccano, in particolare, il contenuto del dovere di vigilanza del delegante, i requisiti del delegato e il compenso per l’incarico, la delicata questione delle limitazioni al potere di spesa, la delegabilità della redazione di alcuni documenti fondamentali (POS, DUVRI e PIMUS) e la responsabilità del datore di lavoro.
In particolare, per quanto riguarda il quesito circa la delegabilità, da parte del datore di lavoro, della redazione piano operativo di sicurezza (POS) previsto dall’art. 89, comma 1, lettera h), D.Lgs. n. 81/2008, occorre rilevare che nel documento è stato fornito un orientamento di segno negativo sulla base dell’interpretazione logico–sistematica degli artt. 17, comma1, lettera a), 89, comma 1, lettera h), e 96, comma 2, D.Lgs. n. 81/2008.
Viceversa, per quanto riguarda la delegabilità, sempre parte del datore di lavoro, del documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI), previsto dall’art. 26, D.Lgs. n. 81/2008, e del piano di montaggio, uso e smontaggio (PIMUS), previsto dall’art. 134, in questo documento il gruppo di lavoro del CPT ha espresso, invece, un orientamento positivo sulla base di una serie di considerazioni ricostruttive, sia pur rilevando, rispetto al DUVRI, alcune criticità normative.

 

 

Delega di funzioni: le indicazioni interpretative del CPT di Padova per il settore dell’edilizia

 

di Mario Gallo, Professore a contratto di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

 

 

Uno degli istituti più controversi in materia antinfortunistica è certamente quello della delega di funzioni; malgrado, infatti, le rilevanti innovazioni introdotte dagli artt. 16 e 17, D.Lgs. n. 81/2008, ancora oggi sono numerosi i punti critici che lo caratterizzano che si amplificano notevolmente nel caso dell’applicazione al settore dell’edilizia che presenta caratteristiche molto particolari sul piano sia normativo che dell’organizzazione produttiva e del lavoro.
In effetti, applicare la delega nell’universo del cosiddetto “sistema cantieri” non è facile in quanto terreno molto scivoloso e, per queste ragioni, il Comitato Paritetico Territoriale (CPT) per la prevenzione degli infortuni e l’igiene in edilizia della provincia di Padova ha pubblicato lo scorso 14 gennaio un interessante documento recante «Indicazioni interpretative sulla disciplina della delega di funzioni in materia di sicurezza sul lavoro» con il quale fornire un aiuto ai datori di lavoro sugli aspetti interpretativi e applicativi più significativi di questa materia così delicata.
Il documento ha fornito alcune risposte ai numerosi quesiti che sono stati sottoposti a un gruppo di lavoro del CPT, formato da giuristi e tecnici.
Tra gli argomenti più significativi che sono stati trattati nel documento spiccano, in particolare, il contenuto del dovere di vigilanza del delegante, i requisiti del delegato e il compenso per l’incarico, la delicata questione delle limitazioni al potere di spesa, la delegabilità della redazione di alcuni documenti fondamentali (POS, DUVRI e PIMUS) e la responsabilità del datore di lavoro.
In particolare, per quanto riguarda il quesito circa la delegabilità, da parte del datore di lavoro, della redazione piano operativo di sicurezza (POS) previsto dall’art. 89, comma 1, lettera h), D.Lgs. n. 81/2008, occorre rilevare che nel documento è stato fornito un orientamento di segno negativo sulla base dell’interpretazione logico–sistematica degli artt. 17, comma1, lettera a), 89, comma 1, lettera h), e 96, comma 2, D.Lgs. n. 81/2008.
Viceversa, per quanto riguarda la delegabilità, sempre parte del datore di lavoro, del documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI), previsto dall’art. 26, D.Lgs. n. 81/2008, e del piano di montaggio, uso e smontaggio (PIMUS), previsto dall’art. 134, in questo documento il gruppo di lavoro del CPT ha espresso, invece, un orientamento positivo sulla base di una serie di considerazioni ricostruttive, sia pur rilevando, rispetto al DUVRI, alcune criticità normative.
 


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