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Dal D.L. n. 69/2013 nuovi profili di responsabilità per il preposto

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Scritto da Ambiente & Sicurezza il 04/09/2013

 

Dal D.L. n. 69/2013 NUOVI PROFILI DI RESPONSABILITA' PER IL PREPOSTO


L’art. 32, D.L. n. 69/2013, «Semplificazione di adempimenti formali in materia di lavoro», ha modificato l’art. 26, D.Lgs. n. 81/2008, «Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione», esentando il datore di lavoro committente dall’obbligo di elaborare il DUVRI qualora provveda all’identificazione di un incaricato che sovraintenda alla cooperazione e al coordinamento.
Il D.L. n. 69/2013, cosiddetto “decreto del fare”, convertito in legge in terza lettura, vedrà successivamente determinate le attività a basso rischio infortunistico per le quali questa previsione sarà resa possibile.
Con questa norma sono individuate le caratteristiche di un incaricato, che potrà essere solo un preposto (di diritto o di fatto) i cui compiti ritroviamo all’art. 19, D.Lgs. n. 81/2008, e che hanno tratto origine dalla legge n. 123/2007 [art. 1, comma 2, lettera f)] che aveva affidato una delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Poiché ogni principio contenuto nella legge di delega deve trovare attuazione nella legge delegata, all’interno del D.Lgs. n. 81/2008 è possibile trovare:
• l’art. 2, «Definizioni», «il preposto sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute»;
• l’art. 19, «Obblighi del preposto», «il preposto ha l’obbligo di segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei DPI, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta»;
• l’art. 37, «Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti», che ha individuato i contenuti della formazione obbligatoria che il datore di lavoro deve garantire al preposto. Una formazione che il legislatore ha voluto «adeguata e specifica» e, quindi, diversificata a seconda «delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli»;
• l’art. 299, «Esercizio di fatto di poteri direttivi», che, seguendo il dettato della giurisprudenza, ha chiarito che è possibile essere preposti sia di diritto che di fatto (Cassazione penale, sez. IV, 26 gennaio 2011, n. 2578);
• l’art. 16, «Delega di funzioni», che, con il comma 3-bis introdotto dal D.Lgs. n. 106/2009, ha aperto la strada alla sub-delega di responsabilità coinvolgendo potenzialmente i preposti.
Alla luce della nuova previsione introdotta dal D.L. n. 69/2013 vale la pena di soffermarsi sugli aspetti della formazione obbligatoria del preposto, chiamato a sovrintendere alla cooperazione e al coordinamento.
Non sarà più possibile limitarsi, infatti, ad adempiere a quanto previsto dall’accordo di Conferenza Stato-Regioni del dicembre 2011, con riferimento alla formazione «particolare aggiuntiva del preposto», che l’accordo ha indicato di 8 ore (parzialmente anche in FAD), dovendo essere valutata attentamente l’esperienza e la competenza professionali, nonché la sua conoscenza diretta dell'ambiente di lavoro.
A questo punto non resterà altro che verificare se alle perplessità sollevate da parte delle organizzazioni sindacali e delle associazioni professionali e tecniche, si accompagnerà l’avvio di una trattativa seria che individui strumenti per la tutela funzionale ed economica dei preposti, vista la rilevanza del ruolo e delle responsabilità che il legislatore ha loro affidato.

di Franco Mugliari, consulente e formatore, coordinatore – Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza, sede regionale Trentino - Alto Adige/Südtirol

 

 

Dal D.L. n. 69/2013 NUOVI PROFILI DI RESPONSABILITA' PER IL PREPOSTO


L’art. 32, D.L. n. 69/2013, «Semplificazione di adempimenti formali in materia di lavoro», ha modificato l’art. 26, D.Lgs. n. 81/2008, «Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione», esentando il datore di lavoro committente dall’obbligo di elaborare il DUVRI qualora provveda all’identificazione di un incaricato che sovraintenda alla cooperazione e al coordinamento.
Il D.L. n. 69/2013, cosiddetto “decreto del fare”, convertito in legge in terza lettura, vedrà successivamente determinate le attività a basso rischio infortunistico per le quali questa previsione sarà resa possibile.
Con questa norma sono individuate le caratteristiche di un incaricato, che potrà essere solo un preposto (di diritto o di fatto) i cui compiti ritroviamo all’art. 19, D.Lgs. n. 81/2008, e che hanno tratto origine dalla legge n. 123/2007 [art. 1, comma 2, lettera f)] che aveva affidato una delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
Poiché ogni principio contenuto nella legge di delega deve trovare attuazione nella legge delegata, all’interno del D.Lgs. n. 81/2008 è possibile trovare:
• l’art. 2, «Definizioni», «il preposto sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute»;
• l’art. 19, «Obblighi del preposto», «il preposto ha l’obbligo di segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei DPI, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta»;
• l’art. 37, «Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti», che ha individuato i contenuti della formazione obbligatoria che il datore di lavoro deve garantire al preposto. Una formazione che il legislatore ha voluto «adeguata e specifica» e, quindi, diversificata a seconda «delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli»;
• l’art. 299, «Esercizio di fatto di poteri direttivi», che, seguendo il dettato della giurisprudenza, ha chiarito che è possibile essere preposti sia di diritto che di fatto (Cassazione penale, sez. IV, 26 gennaio 2011, n. 2578);
• l’art. 16, «Delega di funzioni», che, con il comma 3-bis introdotto dal D.Lgs. n. 106/2009, ha aperto la strada alla sub-delega di responsabilità coinvolgendo potenzialmente i preposti.
Alla luce della nuova previsione introdotta dal D.L. n. 69/2013 vale la pena di soffermarsi sugli aspetti della formazione obbligatoria del preposto, chiamato a sovrintendere alla cooperazione e al coordinamento.
Non sarà più possibile limitarsi, infatti, ad adempiere a quanto previsto dall’accordo di Conferenza Stato-Regioni del dicembre 2011, con riferimento alla formazione «particolare aggiuntiva del preposto», che l’accordo ha indicato di 8 ore (parzialmente anche in FAD), dovendo essere valutata attentamente l’esperienza e la competenza professionali, nonché la sua conoscenza diretta dell'ambiente di lavoro.
A questo punto non resterà altro che verificare se alle perplessità sollevate da parte delle organizzazioni sindacali e delle associazioni professionali e tecniche, si accompagnerà l’avvio di una trattativa seria che individui strumenti per la tutela funzionale ed economica dei preposti, vista la rilevanza del ruolo e delle responsabilità che il legislatore ha loro affidato.

di Franco Mugliari, consulente e formatore, coordinatore – Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza, sede regionale Trentino - Alto Adige/Südtirol
 


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