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Articoli e Approfondimenti

Raccolta di approfondimenti e commenti sui principali temi della Sicurezza sul Lavoro a cura del nostro pool di Esperti, del team 3M, e dei Partner della Community.

Diversamente da quanto accadeva in passato, tra le principali tipologie di malattia professionale troviamo oggi quelle legate alla movimentazione manuale dei carichi, alla movimentazione dei pazienti, ai movimenti ripetitivi degli arti superiori e alle posture incongrue.

In Europa patologie come le tendiniti mano/polso e l’epicondilite hanno nettamente superato nelle classifiche delle malattie professionali altre patologie più “classiche” quali tumori, ipoacusie e dermatiti. L’Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro ha prodotto numerosi documenti in merito alla prevenzione dei Work Related Musculoskeletal Disorders (WMSDs). In uno di questi si indica chiaramente come gli WMSDs siano causati principalmente da attività lavorative comportanti movimentazione manuale di carichi (MMC), lavoro fisico pesante, posture incongrue, movimenti ripetuti degli arti, vibrazioni e, inoltre, come il rischio per WMSDs può aumentare in funzione di ritmi di lavoro, bassa soddisfazione lavorativa, alta domanda e stress lavorativo. 


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di Carmelo G. Catanoso, ingegnere, consulente aziendale

Il sorvegliante ha assunto in pieno le funzioni di preposto

Le norme per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro nel particolare settore delle industrie estrattive sono il D.P.R. n. 128/1959, «Norme di polizia delle miniere e delle cave», il D.P.R. n. 302/1956, «Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle generali emanate con decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547», il D.P.R. n. 320/1956, «Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro in sotterraneo», e il D.Lgs. n. 624/1996, «Attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee», quale provvedimento di recepimento delle direttive 92/91/CEE e 92/104/CEE.


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a cura di Adriano Paolo Bacchetta

Con l'ultimo tragico incidente, anche Vipiteno (6 giugno 2011, due vittime) aggiunge il proprio nome al lungo elenco di località che sono ormai indissolubilmente legate ad altrettante tragedie che hanno visto dei lavoratori perdere la vita mentre operavano all'interno di serbatoi, vasche, cisterne e più in generale all'interno di quei particolari ambiti operativi che, in campo internazionale, sono indicati come "Confined Spaces". Spesso questi tristi episodi hanno evidenziato, oltre ad una strutturale carenza di formazione e addestramento, anche una completa mancanza di programmazione degli interventi di soccorso che ha portato l'incidente iniziale a concatenare, attraverso l'improvvisato intervento attuato dai colleghi di lavoro non adeguatamente attrezzati e privi delle più elementari conoscenze a riguardo, impossibili azioni si salvataggio che, di fatto, si sono purtroppo tradotte solamente in un incremento del numero delle vittime.


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Nell’allegato XV del d.lgs. 81/08 leggiamo che “Il piano operativo di sicurezza è redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici, ai sensi dell’art. 17 del presente decreto in riferimento al singolo cantiere interessato”.

Tanto basta a chiarire qualche dubbio che potrebbe sorgere: DVR e POS sono la stessa cosa? Sono sinonimi? Assolutamente no!

Possiamo dire che fra i due documenti vi è una stretta e inscindibile relazione. La valutazione dei rischi si riferisce alle attività, mansioni, organizzazione, attrezzature, luoghi di lavoro, sostanze, procedure operative, dispositivi vari e tutto quanto richiamato dagli articoli 28-29 e 30 del decreto legislativo 81, dell’intera azienda.
 


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di Pasquale Labate, esperto di legislazione antincendi

 

Il recente D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151, recante il nuovo regolamento per la semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e alla verifica delle condizioni di sicurezza antincendio, emanato in attuazione dell’art. 49, comma 4-quater, D.L. n. 78/2010, convertito nella legge n. 122/2010, ha finalmente apprestato la tanto auspicata semplificazione della relativa disciplina procedurale, sulla base dei criteri direttivi richiesti dallo Small business act, quindi, da quel pacchetto di proposte fatto dalla Commissione europea che comporterà, come principale obiettivo, una graduale riduzione degli adempimenti e degli oneri amministrativi per le piccole e medie imprese, in proporzione ai differenti rischi esistenti in ciascuna attività soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco.
 


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a cura di Attilio Macchi e Stefano Pileci, coordinatori sicurezza cantieri edili e ingegneria civile Varese

Negli appalti privati la nomina del CSP è spesso disattesa

La sicurezza nei cantieri, sin dall’introduzione del primo decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, «Attuazione della direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili», ha notevolmente cambiato le regole per la realizzazione delle opere edili e di ingegneria civile in riferimento all’esplicito output richiesto identificabile nell’assenza di infortuni.


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