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Articoli e Approfondimenti

Raccolta di approfondimenti e commenti sui principali temi della Sicurezza sul Lavoro a cura del nostro pool di Esperti, del team 3M, e dei Partner della Community.

di Federico Maritan e Mauro Rossato, Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering Mestre

Ancora sotto accusa la caduta dall’alto e il ribaltamento dei veicoli in movimento

Nel primo semestre del 2010 l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di una società di consulenza italiana ha registrato 218 casi di infortuni mortali sul lavoro, contro i 255 del primo semestre del 2011. Nei primi sei mesi del 2011 la regione con il maggior numero di casi di morte è stata la Lombardia, mentre la zona più colpita è il Centro Italia.


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di Emanuela Durante, collaboratrice alla Cattedra di Diritto del Lavoro, Università degli Studi di Genova, Facoltà di Giurisprudenza

È necessaria la progettazione e la realizzazione di una “buona” organizzazione

A partire dal gennaio 2011 ogni impresa italiana è tenuta a valutare il rischio stress lavorocorrelato secondo quanto chiarito nell’ambito delle linee guida elaborate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali alla fine del 2010. L’organizzazione del lavoro deve essere il primo punto di analisi nell’ambito di una corretta valutazione dei rischi poiché da essa deriva la sicurezza e l’efficienza dell’azienda.


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di Franco Mugliari, consulente e formatore

Sono passati ormai quasi 4 anni dall’entrata in vigore, nel 2008, del Testo unico sulle norme per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, il D.Lgs. n. 81/2008, e in merito all’accordo di Conferenza Stato–Regioni, che sarebbe dovuto essere emanato entro il mese di maggio del 2009, iniziano solo alla fine del 2011 a girare versioni pressoché definitive i cui contenuti essenziali è possibile descrivere e commentare, seppur con la dovuta prudenza.


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Come noto, i reati ambientali sono stati recentemente introdotti all’interno del decreto 231 del 2001 nel novero dei reati c.d. “presupposto”, cioè l’elenco dei reati idonei a far scattare la responsabilità amministrativa delle “persone giuridiche” (cioè gli enti forniti di personalità giuridica, tra cui anche gli enti pubblici economici, e le società e associazioni anche prive di personalità giuridica).

La responsabilità amministrativa della persona giuridica è una responsabilità che si aggiunge a quella della persona fisica (es. a quella di un dirigente, di un datore di lavoro, di un preposto etc., condannato per il fatto reato) e che consegue concettualmente a quella su un presupposto di colpa organizzativa della società nel momento in cui quest’ultima non riesca a dimostrare di aver fatto tutto quello che il 231 prevede per “prevenire reati della specie di quello verificatosi”. 


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di Gabriele Taddia, avvocato in Ferrara

È spesso trascurato, ma a torto, il fatto che il D.Lgs. n. 81/2008, fra i soggetti penalmente responsabili non ha annoverato solamente il datore di lavoro, i dirigenti e i preposti, ma ha previsto espressamente una serie di obblighi che interessano trasversalmente tutti i lavoratori, qualunque sia l’inquadramento o le mansioni svolte.


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di Mario Gallo, professore a contratto di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Cassino

Nel processo evolutivo della disciplina sulla salute e sicurezza del lavoro la formazione dei lavoratori e delle altre figure della prevenzione ha occupato sempre più un ruolo prioritario; infatti, con l’avvento del D.Lgs. n. 81/2008 il legislatore, nel plasmare il modello partecipativo della sicurezza attiva, ha agito su due precise direttrici strategiche. La prima è basata sul concetto di efficacia della formazione in termini di reale modifica degli atteggiamenti e di patrimonializzazione delle competenze dei vari soggetti destinatari; per conseguire questi obiettivi il meccanismo formativo è stato così riadattato ancorando i valori della sufficienza e dell’adeguatezza del processo educativo ai contenuti di un accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome che, a breve, dovrebbe regolamentare la durata, i contenuti minimi e le modalità didattiche-esecutive (art. 37, commi 1 e 2).


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