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Articoli e Approfondimenti

Raccolta di approfondimenti e commenti sui principali temi della Sicurezza sul Lavoro a cura del nostro pool di Esperti, del team 3M, e dei Partner della Community.

 

Le nuove buone prassi sulla sicurezza sul lavoro pubblicate dal Ministero del Lavoro
e gli ultimi orientamenti giurisprudenziali sull’efficacia

 

di Mario Gallo, professore a contratto di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

 

Con un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale il 29 novembre 2013 il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha reso noto che il 27 novembre 2013 sono state validate dalla Commissione consultiva permanente per la sicurezza sul lavoro sei nuove buone prassi (art. 2, comma 1, lettera v), D.Lgs. n. 81/2008) riguardanti la movimentazione centrata sulla persona, l’impresa sicura, l’edilizia, il software per la valutazione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine ante direttiva (non marcate CE), la sicurezza non è un gioco e la sicurezza delle attività subacquee.


Si tratta di soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica elaborate dai vari enti (CEI, UNI ecc.), che sono adottate volontariamente da parte dei datori di lavoro e finalizzate a promuovere la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro.


Per quanto riguarda la loro efficacia occorre anche osservare che il Tribunale di Roma, con sentenza 13 novembre 2013, con riferimento alla buona prassi «Utilizzo della videosorveglianza per incrementare il livello di sicurezza sul lavoro», validata il 29 maggio 2013, ha precisato che l'atto validativo della buona prassi «non ha valenza autoritativa e, come tale, non è in grado di incidere sui diritti dei lavoratori» ed è priva di effetti se in contrasto con la legge; pertanto, il comportamento adottato da ogni singolo datore di lavoro sarà sempre sindacabile dinanzi al giudice se è in violazione delle norme vigenti e, quindi, sanzionabile.
 


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LA REGOLA DELL'ARTE PER LA SICUREZZA: COME RICONOSCERLA E DEFINIRLA?

 

di Roberto Bacci, Direttore Generale Comitato Elettrotecnico, Franco Baretich, Presidente Commissione Sicurezza luoghi di lavoro dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, Giovanni Gambino, St. Ass. Gambino G. Zanotti M., membro del CEI e della Commissione Sicurezza luoghi di lavoro dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano

 

Il termine “regola dell’arte” ricorre frequentemente in norme giuridiche/tecniche, in atti giudiziari e nei contratti di appalto, di somministrazione e di compra-vendita. Si pone il problema, quindi, di  individuarne la definizione. Dalle ricerche effettuate non risulta che esista una definizione univoca ufficiale.
Il concetto di regola dell’arte può essere ricavato indirettamente dalle norme giuridiche che hanno assegnato alle norme CEI e UNI la caratteristica di regola dell’arte, come presunzione relativa e non assoluta.


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di Sergio Vitelli, segretario Associazione Stampatori Italiani Giornali e Alberto Mondin, osservatorio tecnico CNL Poligrafici Carlo Lombardi

 

UNA PRASSI DI RIFERIMENTO PER LA SICUREZZA E L'AMBIENTE NELLE AZIENDE DI STAMPA INDUSTRIALE

 

Il 22 febbraio 2013 è stata pubblicata ufficialmente la “prassi di riferimento” UNI in materia di obblighi, responsabilità e aspetti gestionali per la sicurezza sul lavoro e la tutela dell’ambiente per le aziende di stampa industriale. L’iniziativa, promossa dall’osservatorio quotidiani  “Carlo Lombardi”, organo paritetico tra le aziende di settore e i sindacati nazionali poligrafici, ha prodotto un documento che raccoglie prescrizioni relative a prassi condivise, alla cui elaborazione,  sotto la conduzione operativa di UNI - Ente Italiano di Unificazione, ha provveduto un gruppo di esperti provenienti da ASIG (associazione stampatori italiani giornali), ACIMGA (associazione costruttori italiani di macchine per l’industria grafica, cartotecnica, cartaria, di trasformazione e affini) e ENIPG (ente nazionale istruzione professionale grafica). La procedura seguita ha generato un forte interesse a duplicarne motivazione e modalità procedurali di creazione in tutti i settori nei quali gli operatori di mercato sentono la necessità di avere a disposizioni strumenti operativi che accoppino alla semplicità espositiva una forte sintesi di
argomentazioni e una chiarezza operativa su tutte le azioni da intraprendere. Per apprezzarne meglio i contenuti e la struttura possono essere opportuni una breve analisi e un estratto esemplificativo dei principali passaggi.

 


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di Diego De Merich, INAIL - settore Ricerca Certificazione e Verifica

Mauro Pellicci, INAIL - settore Ricerca Certificazione e Verifica

 

Sulla valutazione dei rischi una possibile soluzione integrativa tra metodi e strumenti di supporto

 

Nell’ultimo decennio è stato registrato un progressivo decremento degli eventi infortunistici sul lavoro, tuttavia, non può venire meno l’obiettivo di un’ulteriore e significativa riduzione del fenomeno, in particolare per gli infortuni con gli esiti più gravi o mortali. Il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori richiede un’azione costante di monitoraggio degli eventi dannosi. In questa direzione, il Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali sul
lavoro mira a conseguire una conoscenza più approfondita delle modalità di accadimento degli infortuni e delle cause che li producono, con un’azione coordinata sia sul versante pubblico che su quello aziendale.

 

 


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Legge n. 125/2013: nuove modifiche al regime delle verifiche obbligatorie delle attrezzature di lavoro

 

di Mario Gallo, professore a contratto di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

 

Sempre più tormentata appare la disciplina sulle verifiche obbligatorie delle attrezzature di lavoro a maggior rischio (art. 71, commi 11 – 14, D.Lgs. n. 81/2008); infatti, dopo le recenti modifiche apportate con il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, cosiddetto “decreto del fare”, in sede di conversione del D.L. 31 agosto 2013, n. 101, «Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni», la legge 30 ottobre 2013, n. 125, ha riscritto nuovamente il comma 11, art. 71, D.Lgs. n. 81/2008.
Infatti, il D.L. n. 69/2013 aveva stabilito che la prima di queste verifiche delle attrezzature incluse nell’Allegato VII al D.Lgs n. 81/2008 deve essere effettuata dall’INAIL che, con oneri a carico del datore di lavoro, vi provvede entro il termine di quarantacinque giorni, non più sessanta come inizialmente previsto, che decorrono dalla messa in servizio dell'attrezzatura.

 


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di Paola Baron ed Eginardo Baron, liberi professionisti

 

CON LE PROCEDURE STANDARDIZZATE COMPILAZIONE E APPLICAZIONE PER LA NUOVA VALUTAZIONE

 

È chiuso, con una fase applicativa, il percorso iniziato in due precedenti approfondimenti (pubblicati in Ambiente&Sicurezza nn. 10 e 12/2013) nei quali è stato preso spunto dal nuovo linguaggio delle procedure standardizzate per concludere l’analisi critica nei confronti della valutazione dei rischi. È dimostrato che, infatti, l’abbandono dell’espressione lessicale, oltre che tributo dovuto alla logica di ogni processo della sicurezza sul lavoro, può permettere di modificare l’impostazione dei moduli e semplificare gli adempimenti dei datori di lavoro che, per la prima volta, si accingono a redigere il documento di valutazione dei rischi.

 


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