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Articoli e Approfondimenti

Raccolta di approfondimenti e commenti sui principali temi della Sicurezza sul Lavoro a cura del nostro pool di Esperti, del team 3M, e dei Partner della Community.

Come deve essere l'aria che respiriamo attraverso la bombola o i sistemi ad aria compressa?

Per utilizzare i sistemi ad aria compressa la qualità dell’aria respirabile, che deve giungere alla maschera, è stabilita dalla norma EN 12021:2000 “Apparecchi di protezione delle vie respiratorie - Aria compressa per respiratori.” 


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La legislazione in questo non aiuta, è infatti stato abrogato il “vecchio” 277 e così sono venute a mancare una serie di riferimenti importanti. Come fare?

Nella scelta dell’idoneità è fondamentale conoscere i valori di abbattimento del dispositivo, questo per andare a verificare, secondo le modalità previste nel DM 2 maggio 2001 e nella UNI 9432: 2008 - Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro, l’idoneità al tipo ed alla intensità del rumore. Usualmente per questo tipo di calcoli si utilizzano i valori forniti dai fabbricanti. Si possono fare delle riflessioni sulla metodologia di prova e di calcolo di questi valori. 


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L’idoneità dei respiratori conformi alla norma armonizzata EN149:2001 (FFP2 e FFP3) a proteggere dai rischi di agenti biologici è universalmente riconosciuta sia a livello nazionale, sia a livello internazionale.

Ad oggi i facciali filtranti conformi alla norma armonizzata Europea EN149:2001, e certificati in terza categoria ai sensi del D.lgs.475/92, sono da ritenersi idonei alla prevenzione dal contagio da agenti biologici aerodispersi. 


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Ebbene sì! Anche se è un materiale naturale la polvere di legno può provocare problemi alla salute, soprattutto alle vie respiratorie. Anche la legislazione prende in considerazione la protezione da polveri di legno, troviamo ribadito nel Decreto n.81 quanto già consolidato per questo rischio dalla Conferenza Regioni Province 2002 nelle Linee guida Titolo VII Esposizione Legno duro.

In dettaglio vengono ripresi i limiti di esposizione, molto bassi (Polvere non cancerogena e non allergeniche: 1mg/m3 - frazione inalabile - e Polvere di legno duri: 0,5mg/m3 ), sottolineando così come alcuni legni duri (in particolare betulla, mogano, teak, noce di cocco, faggio, quercia) sono cancerogeni o sospetti tali; imponendo alle aziende che li utilizzano una particolare tutela dei lavoratori esposti (c’è anche la sorveglianza sanitaria obbligatoria) e la fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale.


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