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Il Quotidiano della Sicurezza

Il “car fluff” non è più rifiuto se usato come combustibile nei cementifici

Il MATTM con circolare 29 marzo 2018 interviene sul D.M. 14 febbraio 2013, n. 22, chiarendo che il “car fluff” (codice CER 191004) non va più qualificato come rifiuto per successivo utilizzo come combustibile nei cementifici.

Il D.M. 14 febbraio 2013, n. 22, stabilisce i criteri specifici per cessare di qualificare come rifiuto alcune tipologie di combustibile solido secondario (CSS), in attuazione del TUA (D.Lgs. n. 152/2006) art. 184 ter, il quale al comma 4 stabilisce che i rifiuti che cessano di essere tali sono da computarsi ai fini del calcolo del raggiungimento degli obiettivi di riuso e recupero stabiliti dal D.Lgs. n. 209/2003 (recempimento della direttiva 200/53/CE relativa ai veicoli a fine vita).

Tale obiettivo, fissato al 95% in peso dei veicoli fuori uso a partite dal 2015, non è stato raggiunto dall’Italia, che in quell’anno ha realizzato un recupero solo dell’87,4% del peso dei veicoli fuori uso.

il MATTM per raggiungere questo obiettivo ha dunque deciso di promuovere il recupero del car fluff come CSS da impiegare al posto dei combustibili convenzionali, contemporaneamente diminuendo i rifiuti smaltiti in discarica, risparmiando risorse naturali, riducendo la dipendenza dai combustibili tradizionali ecc. Il car fluff è la frazione leggera (plastica, schiume, gomma, vetro, tessuti, ecc.) che deriva dalla frantumazione delle autovetture (circa il 20% dle peso, mentre il 70% dei componenti delle auto vengono riciclati). Il MATTM ricorda nella circolare che il tasso di sostituzione calorica con combustibili alternativi vegli impianti italiani di produzione del clinker è solo del 13% a fronte di un dato medio EU-27 del 40%.

Il car fluff codice CER 191004 è dunque ammissibile alla produzione del CSS in quanto rifiuto speciale non pericoloso non incluso nell’allegato 2, punto 4, DM n. 22/2013. Rimangono esclusi i codici CER 191001 e 191002. Una tabella finale riepiloga le differenze tra CSS rifiuto e CSS combusltibile. Quest’ultimo è un combustibile (non un rifiuto), derivato da trattamento rifiuti non pericolosi (urbani e speciali), suddiviso in 18 classi, costituisce un sottoinsieme di CSS e come riferimento normativo ha il DM n. 22/2013.

Ministero dell’Ambiente – Direzione generale rifiuti e inquinamento — Circolare 29 marzo 2018, prot. 4843.27


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