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Il Quotidiano della Sicurezza

SLC: una scheda sintetica

La guida introduce una descrizione dello stress: non è una malattia, ma può causare disturbi psicofisici; può essere positivo o negativo (qui citando in modo improprio il “workaholic” come esempio di stress positivo); è causato da quattro origini principali:

Fattori intrinseci al lavoro, che attengono al contenuto del compito da svolgere, alle modalità di lavoro, al carico fisico e mentale e agli orari di lavoro eccessivi;

Ruolo nell’organizzazione, come pressione, ambiguità, conflitti;  

Struttura e clima dell’organizzazione, che riguarda il tipo di partecipazione e l’autonomia decisionale;

Relazioni umane, il rapporto tra colleghi e con i capi.



Interessante è l’introduzione del multitasking (“la pratica di svolgere più mansioni differenti contemporaneamente“) come nuova ulteriore fonte di stress sul lavoro. Citato dalla guida, Earl Miller, docente di neuroscienze al MIT, afferma che “il multitasking ci rende meno efficienti e comporta un vero e proprio esaurimento delle funzioni cerebrali … Quando la gente pensa di fare multitasking in realtà sta solo passando da un compito a un altro molto rapidamente . E ogni volta che lo fa, c’è un costo cognitivo”. Ma non è l’unica voce negativa: si scopre che “spostarci da un’attività all’altra fa sì che il cervello bruci il glucosio ossigenato, quello che ci serve per restare concentrati sui nostri compiti, così rapidamente che ci fa sentire esausti e disorientati in breve tempo”.

Una breve disamina di mobbing e burn out li identifica l’uno come fattispecie di illecito legale ma prima ancora di fenomeno sociale in ambito lavorativo (serie di comportamenti persecutori messi in atto da superiori o colleghi contro un lavoratore per estrometterlo dall’organizzazione), l’altro come sindrome (totale esaurimento dell’entusiasmo del lavoratore fino all’isolamento e all’apatia).

La parte normativa illustra la definizione di SLC dell’EU-OSHA (“percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste del contenuto, dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste”); accenna all’accordo europeo interconfederale del 2004, spiega come funziona il meccanismo di valutazione , basato non sul TUSL (D.Lgs. 81/2008), che stabilisce solo l’obbligo di valutazione, ma non le modalità, bensì sul percorso metodologico tracciato dalla Commissione Consultiva Permanente per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro:

1) valutazione preliminare (a cura del SPP)

2) valutazione approfondita (solo in caso di esito positivo della preliminare), che interagisce con i lavoratori

3) pianificazione degli interventi (tra gli altri, comunicazione per chiarire gli obiettivi aziendali ed il ruolo di ciascun lavoratore, assicurare un adeguato sostegno da parte della dirigenza ai singoli lavoratori e ai gruppi, migliorare l’organizzazione, i processi, le condizioni l’ambiente di lavoro; formazione dei dirigenti e dei lavoratori )



La parte finale illustra brevemente le cosiddette “strategie di coping”, tecniche individuali per contrastare lo SLC, che sono di tre tipi: fisiologiche (tecniche di respirazione e di rilassamento muscolare), comportamentali (ad esempio fare liste di priorità sulle cose da affrontare e fissare i propri obiettivi, fare attività fisica, dedicarsi agli hobbies) e cognitive (consistenti nell’agire sulle modalità di interpretazione della realtà che finiscono per aumentare l’ansia e la tensione).


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