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Il Quotidiano della Sicurezza

Decreto sicurezza, notifica preliminare anche al prefetto

L’invio della notifica preliminare al prefetto, oltre che ad ASL e DPL, è na piccola modifica, una goccia in un oceano di emendamenti in materia di immigrazione e ordine pubblico. Ma la marea della conversione in legge del Decreto Sicurezza (legge 1 dicembre 2018, n. 132) sfiora (e non solo in questo caso) anche la sicurezza del lavoro nei cantieri, introducendo una modifica finalizzata prevalentemente al contrasto della criminalità organizzata. Ai sensi dell'art. 26 della legge 132/2018, viene infatti modificato l'art. 99 del TUSL, la cui prima parte suona ora come segue:

“Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell'inizio dei lavori, trasmette all'azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro, nonché, limitatamente ai lavori pubblici, al prefetto, territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all'allegato XII.”

La disposizione è contenuta nel Titolo IV, dedicato ai cantieri temporanei o mobili, e ha dunque una specifica valenza in relazione agli appalti pubblici. L'aggiunta delle parole «nonché, limitatamente ai lavori pubblici, al prefetto» è principalmente finalizzata – come abbiamo già notato – alla contrasto alla criminalità organizzata. Si pensi infatti che, ai sensi del richiamato Allegato XII, il contenuto della notifica in questione è il seguente:

1. Data della comunicazione.

2. Indirizzo del cantiere.

3. Committente (i) (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

4. Natura dell'opera.

5. Responsabile (i) dei lavori (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

6. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la progettazione dell'opera (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

7. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la realizzazione dell'opera (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

8. Data presunta d'inizio dei lavori in cantiere.

9. Durata presunta dei lavori in cantiere.

10. Numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere.

11. Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere.

12. Identificazione, codice fiscale o partita IVA, delle imprese già selezionate.

13. Ammontare complessivo presunto dei lavori (€).



Si tratta, come molti avranno notato, a un contenuto molto simile a quello del cartello che viene apposto all'ingresso del cantiere. A parte ciò, tale comunicazione contiene le generalità delle persone titolari di particolari responsabilità all'interno del cantiere. Partendo da tali generalità, la Prefettura potrà eseguire i controlli di rito in relazione a eventuali precedenti penali, o altro, in capo alle persone in questione. Quest'ultima è ovviamente, peraltro, soltanto un'ipotesi di lavoro. Lo specifico uso che la Prefettura farà dei dati così notificati dovrà infatti risultare da apposito atto – probabilmente da una circolare – del Ministero dell'Interno. Né, del resto, è scontato che tale uso sia soltanto relativo al contrasto alla criminalità organizzata; se è vero che ciò traspare dalla filosofia generale della nuova legge, è anche vero che potrebbero esservi altre finalità, magari più vicine a quelle perseguite attraverso la contestuale notifica a ASL e DPL.

Legge 1 dicembre 2018, n. 132 – Conv. D.L. 4 ottobre 2018, n. 113 (GU 3 dicembre 2018 n. 281)


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