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Il Quotidiano della Sicurezza

L'ECHA propone restrizioni per le microplastiche

Le microplastiche sono particelle polimeriche sintetiche di piccole dimensioni, tipicamente inferiori a 5 mm, che possono essere involontariamente formate attraverso la degradazione di materiali più grandi, compresi i tessuti sintetici; possono anche essere aggiunte intenzionalmente a prodotti per uno scopo specifico, ad esempio come agenti esfolianti in cosmetici, detergenti, prodotti per la casa, vernici, prodotti fertilizzanti “prilled” (in sfere cave) e fitosanitari per usi agricoli.

Nella comunità scientifica c’è una profonda preoccupazione per la persistenza delle microplastiche resistenti alla biodegradazione: alcuni di questi materiali hanno tempi di emivita stimati in migliaia di anni. In base alla valutazione dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche, le microplastiche aggiunte intenzionalmente ai prodotti hanno maggiori probabilità di essere rilasciate e accumularsi in ambienti terrestri e d'acqua dolce o negli oceani.

In seguito alle preoccupazioni sorte in relazione all’ambiente e alla salute umana, la Commissione europea ha pubblicato uno studio contenente ulteriori informazioni sugli usi intenzionali delle particelle di microplastica in vari prodotti e sui rischi che queste comportano per la salute umana e per l’ambiente. Anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha nel frattempo riesaminato gli elementi di fatto disponibili sulla microplastica e nanoplastica negli alimenti, ritenendola particolarmente preoccupante negli alimenti ittici. Diversi Stati membri della UE hanno emanato a livello nazionale o proposto divieti relativi all’uso intenzionale di microplastiche in alcuni prodotti di consumo, principalmente quelle sotto forma di microgranuli in prodotti cosmetici a risciacquo, utilizzati come agenti esfolianti e detergenti.

Nel corso del 2019 l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA), su richiesta della Commissione UE, ha valutato i rischi che le microplastiche possono comportare per l’ambiente una volta rilasciate, con specifico riguardo per la loro estrema persistenza in ambiente. Con il comunicato ECHA/PR/19/03 la proposta di restrizione è stata finalizzata: essa copre una vasta gamma di usi in prodotti di consumo e professionali in molteplici settori, tra cui prodotti cosmetici a risciacquo, detergenti e prodotti per la manutenzione, vernici e rivestimenti, materiali da costruzione e medicinali, nonché vari prodotti utilizzati in agricoltura e orticoltura e nel settore petrolio e gas.

Secondo la valutazione dell’impatto socioeconomico la restrizione proposta potrebbe comportare costi diversi a seconda del tipo di prodotto interessato. Tuttavia l’implementazione della restrizione dovrebbe essere economicamente vantaggiosa in tutti i settori, specialmente nel settore agricolo, identificato come la principale fonte finale di microplastiche aggiunte intenzionalmente. Maggiori dettagli sono disponibili nel report sul sito ECHA.


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