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Il Quotidiano della Sicurezza

Pratiche agricole benefiche, pagamenti diretti agli agricoltori

Dall'anno 2018 il D.M. 7 giugno 2018 si applica agli agricoltori che presentano domanda nell'ambito dei regimi dei pagamenti diretti previsti dall'allegato I del regolamento (UE) n. 1307/2013. Al Capo II “Pratiche agricole benefiche per il clima e l'ambiente”, l’art. 13 dispone il pagamento per le pratiche agricole benefiche per il clima e l'ambiente, riferendosi alle “pratiche equivalenti” (allegato IX del reg(UE) 1307/2013.

Un successivo decreto del MiPAAF dovrà individuare, a livello regionale, su indicazione della regione o provincia autonoma competente, le pratiche utilizzabili sulla base della notifica dei relativi piani di sviluppo rurale approvati.

Il pagamento per le pratiche agricole benefiche per il clima e l'ambiente (inverdimento) è calcolato, per ciascun anno pertinente, come percentuale del valore totale dei diritti all'aiuto che l'agricoltore ha attivato a norma dell'art. 11 del D.M. 7 giugno 2018. Al fine di evitare doppi finanziamenti, l'importo da dedurre è calcolato con riferimento al pagamento di inverdimento su base individuale. Il periodo da considerare ai fini del calcolo delle quote delle diverse colture è 1 aprile-9 giugno.

L’art. 14 si occupa di assicurare la protezione dei prati permanenti di alto valore ambientale, attraverso l’indicazione, da parte della regione o della provincia autonoma competente, di ulteriori superfici, poste al di fuori delle zone sensibili contemplate dalle direttive 92/43/CEE o 2009/147/CE, compresi i prati permanenti su terreni ricchi di carbonio per inserirli nel sistema di identificazione delle parcelle agricole. Gli agricoltori non possono convertire i prati permanenti senza essere preventivamente autorizzati dall'organismo di coordinamento.

Ai fini dell'applicazione dell'art. 46 del regolamento (UE) n. 1307/2013, sono considerate aree di interesse ecologico:

– terreni lasciati a riposo;

– terrazze;

– elementi caratteristici del paesaggio, compresi gli elementi adiacenti ai seminativi dell'azienda,

– fasce tampone,

– ettari agroforestali che ricevono, o che hanno ricevuto, sostegno a norma dell'articolo 44 del regolamento (CE) n. 1698/2005 e/o dell'articolo 23 del regolamento (UE) n. 1305/2013;

– fasce di ettari ammissibili lungo le zone periferiche delle foreste;

– superfici con bosco ceduo a rotazione rapida, senza impiego di concime minerale e/o prodotti fitosanitari;

– superfici oggetto di imboschimento ai sensi dell'articolo 32, paragrafo 2, lettera b), punto ii), del presente regolamento;

– superfici con colture intercalari o manto vegetale ottenuto mediante l'impianto o la germinazione di sementi, alle condizioni di cui all'applicazione dei fattori di ponderazione di cui al paragrafo 3 del presente articolo;

– superfici con colture azotofissatrici.

Le superfici a bosco ceduo a rotazione rapida investite in pioppi, salici, ontani, olmi e platani, le cui ceppaie rimangono nel terreno dopo la ceduazione, con i nuovi polloni che si sviluppano nella stagione successiva e con un ciclo produttivo non superiore ad otto anni, sono utilizzabili con interventi biotecnologici come l'uso di trappole a feromoni e di concimi organici, mentre non è consentito l'uso di prodotti fitosanitari eccetto i bioinsetticidi.

La coltivazione delle colture azotofissatrici di cui all'allegato III del decreto è consentita nel rispetto degli obiettivi di cui alla direttiva 2000/60/CE. Su tali superfici non è consentito l'uso di prodotti fitosanitari.

Sulle fasce tampone, sui bordi dei campi e lungo i bordi forestali senza produzione sono autorizzati lo sfalcio o il pascolo a condizione che tali superfici restino distinguibili dal terreno agricolo adiacente.

Sui terreni lasciati a riposo (art. 16) ai fini dell'art. 15, non è consentito l'uso di prodotti fitosanitari, cosi' come definiti all'art. 3 del regolamento (UE) n. 1107/2009.

D.M. PAAF 7 giugno 2018 (GU 18 luglio 2018 n. 165)


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