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Il Quotidiano della Sicurezza

ANAC, chiarimenti sui contratti pubblici sotto soglia comunitaria

«Contratti sotto soglia»: concetto ideato per semplificare la disciplina in materia di appalti pubblici di minor valore, ma concetto che spesso si rivela arma a doppio taglio. In primis, la volontà di semplificare non è sempre rispettata: ci vuole più tempo a capire come fare bene la cosa più semplice, che non a fare bene quella più complicata... In più, è il concetto stesso di “soglia” che spesso trae in inganno, poiché nell'ordinamento possono esservene più di una.

A far maggiore chiarezza in tutto ciò, è ora intervenuta la delibera ANAC 1 marzo 2018, contenente le Linee Guida redatte ai sensi dell'art. 36, comma 7 del nuovo Codice Appalti. Scopo è di supportare non già i concorrenti, bensì le stazioni appaltanti. Un fine più che mai condivisibile, poiché queste ultime spesso non hanno affatto le idee chiare su come si compila la documentazione a base di gara. Per di più, tali lacune sono più frequenti nelle stazioni appaltanti di minori dimensioni, che sono anche quelle che più spesso indicono gare sotto soglia. Materia, dunque, particolarmente insidiosa sotto vari punti di vista.

Ciò premesso, notiamo che le nuove Linee Guida esordiscono con una serie di indicazioni assolutamente generali, sulle quali non è il caso di soffermarsi. Indi, seguono alcuni richiami più specifici. In particolare si segnala quanto segue.

Restano fermi gli obblighi di utilizzo di strumenti di acquisto (di cui all'art. 3, comma 1, lettera cccc) del codice dei contratti pubblici) e di negoziazione (di cui all'art. 3, comma 1, lettera dddd) del codice dei contratti pubblici), anche telematici, previsti dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento della spesa nonché la normativa sulla qualificazione delle stazioni appaltanti e sulla centralizzazione e aggregazione della committenza. Per il ricorso a tali strumenti si applicano le medesime condizioni di trasparenza, pubblicità e motivazione descritte nelle presenti guida.

Le stazioni appaltanti possono ricorrere, nell'esercizio della propria discrezionalità, alle procedure ordinarie, anziché a quelle semplificate, qualora le esigenze del mercato suggeriscano di assicurare il massimo confronto concorrenziale (art. 36, comma 2, del codice dei contratti pubblici).

Le stazioni appaltanti verificano se per un appalto o una concessione di dimensioni inferiori alle soglie di cui all'art. 35 del codice dei contratti pubblici vi sia un interesse transfrontaliero certo in conformità ai criteri elaborati dalla Corte di Giustizia, quali, a titolo esemplificativo, il luogo dell'esecuzione, l'importanza economica e la tecnicità dell'intervento, le caratteristiche del settore in questione (si veda la comunicazione della Commissione europea 2006/C 179/02), relativa al diritto comunitario applicabile alle aggiudicazioni di appalti non o solo parzialmente disciplinate dalle direttive «appalti pubblici»).

Per l'affidamento di appalti e concessioni di interesse transfrontaliero certo le stazioni appaltanti adottano le procedure di gara adeguate e utilizzano mezzi di pubblicità atti a garantire in maniera effettiva ed efficace l'apertura del mercato alle imprese estere.

ANAC - Delibera 1 marzo 2018 (Delibera n. 206/2018). (GU 23 marzo 2018 n. 69)


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