Community Sicurezza - La sicurezza si condivide in rete

Il Quotidiano della Sicurezza

Servizio di prevenzione e protezione: chi, come, quando

La figura del RSPP e il SPP stesso da sempre hanno contorni sfumati nel contesto aziendale, anche a causa della difficile comprensibilità del legame che intercorre tra datore di Lavoro e il massimo organismo esperto in materia di sicurezza costituito dal RSPP e dal SPP. Se da un lato è indubbio che il datore di Lavoro è il primo garante della sicurezza in azienda, dall’altro è evidente che tutto ciò che il SPP determina, per imperizia, imprudenza o scarsa diligenza nello svolgimento dei propri compiti, può costituire una colpa ricadente sullo stesso SPP:

 
Si veda a tal proposito la sentenza della Cassazione penale, sezione IV, 31 maggio 2006, n. 11351, relativa alla “colpa professionale” del RSPP che, agendo con imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanza di leggi e discipline, abbia dato un suggerimento sbagliato o abbia trascurato di segnalare una situazione di rischio, inducendo così il datore di lavoro a omettere l’adozione di una doverosa misura prevenzionale. Sullo stesso tenore altre sentenze successive, fino alla Cassazione Penale, Sezione IV, 13 maggio 2017, n. 20051.

 


A ciò si aggiunge che il RSPP/SPP non rappresenta solo un organismo di consultazione da parte del Datore di Lavoro, ma altresì un elemento attivo di per sé nell’organizzazione aziendale, dal quale cioè ci si aspetta sia di attivarsi per prevenire, che di impedire, in modo indiretto, qualsiasi situazione di pericolo riscontrata o riscontrabile. Tutto ciò determina la necessità di organizzare correttamente il SPP, sia attraverso una formulazione di incarichi chiari, che consentano di determinare chi costituisce tale organismo aziendale e con quali compiti, sia attraverso la disponibilità di strumenti e risorse per l’adempimento dei compiti previsti dalla legge, oltre a quelli eventualmente affidati dal Datore di Lavoro. In tal senso, ancora una volta, il legame tra Datore di Lavoro e RSPP è stretto, perché se il primo organizzerà il SPP, il secondo dovrà coordinarlo, evidenziando eventuali carenze o necessità, nei limiti di una funzione ancora una volta intrinsecamente priva di poteri autoritari e di autonomia decisionale e di spesa, a meno di specifiche deleghe che, tuttavia, in molti casi ne snaturerebbero la funzione.

Nei prossimi approfondimenti, a cura di Vega Engineering, il tema sarà sviluppato nei suoi aspetti fondanti.


« Torna all'elenco completo