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Il Quotidiano della Sicurezza

Sicurezza dei tirocini formativi presso autonomi non inquadrabili come DDL

L’interpello n. 42018 verte sull’applicazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro nei casi di tirocini formativi presso lavoratori autonomi non inquadrabili come datori di lavoro.

In particolare, l’Agenzia del lavoro della Provincia di Trento cura il “Progetto Tirocini presso Maestri Artigiani” uno dei progetti dedicati attraverso i quali diversi istituti scolastici promuovono la formazione degli studenti presso Maestri Artigiani, oltre che attraverso l’alternanza scuola-lavoro prevista dalla legge 107/2015. Il richiedente – cioè la Provincia di Trento – chiede di conoscere “se, nei casi di tirocini formativi da svolgersi presso lavoratori autonomi non configurabili come datori di lavoro, sia applicabile l’articolo 21 del D.Lgs. 81/2008, individuando particolari modalità per garantire la tutela e sicurezza del tirocinante o se invece il decreto vada applicato interamente, con conseguente e non indifferente aggravio di oneri a carico dell’imprenditore e possibili effetti sulla realizzabilità del tirocinio stesso”.

La Commissione richiama il D.Lgs.15 aprile 2005, n. 77 - "Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro, a norma dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53", che prevede (art. 1, comma 2):

“I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro…”



Si fa poi riferimento al TUSL, ove equipara al lavoratore, ai fini dell’applicazione della normativa in materia di sicurezza, anche “chi svolge attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere nonché il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro”. Ne deduce di conseguenza la Commissione che, “se in un’azienda o uno studio professionale, sono ammessi soggetti che svolgano stage o tirocini formativi, il datore di lavoro sarà tenuto ad osservare tutti gli obblighi previsti dal testo unico al fine di garantire la salute e la sicurezza degli stessi e, quindi, adempiere gli obblighi formativi connessi alla specifica attività svolta”.

Ulteriore riferimento è al decreto interministeriale 3 novembre 2017, n. 195 “Regolamento recante la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro e le modalità' di applicazione della normativa per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro”, ala quale la Commissione ritiene dovrà farsi riferimento, per le modalità di applicazione della normativa SSL agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro, in combinato disposto con le previsioni del TUSL.

MLPS — Interpello 22 giugno 2018 n. 4/2018


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