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IL MANUALE DELLE 10 REGOLE D’ORO SUI DPI

Il manuale delle 10 regole d’oro sui DPI

  1. Dispositivi di protezione individuale (DPI)
  2. Coinvolgere i lavoratori nella scelta e proporre modelli alternativi
  3. Comprendere le cause del rifiuto
  4. Dare il buon esempio
  5. Sensibilizzare tutti i ruoli responsabili della sicurezza
  6. Utilizzare gli infortuni e i mancati incidenti sul lavoro
  7. Formare gli operatori all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
  8. Gradualità di utilizzo del dispositivo di protezione individuale
  9. Gratificare e rinforzare i comportamenti corretti
  10. Prevenzione degli infortuni sul lavoro e repressione dei comportamenti scorretti

1.Dispositivi di protezione individuale (DPI)

Individuale, è questa la parte più importante dell’acronimo DPI ovvero l’attenzione sull’individuo che utilizza questo strumento di protezione durante le operazioni di lavoro. L’innovazione tecnologica degli ultimi anni ha introdotto elementi nuovi (ergonomia, design, materiali, comfort) che vanno nella direzione di considerare come centrale il rapporto uomo-dispositivo. E’ bene essere sempre aggiornati sui miglioramenti tecnologici per fornire ai lavoratori mezzi sempre più idonei a favorire accettazione e produttività.

2. Coinvolgere i lavoratori nella scelta e proporre modelli alternativi

Le caratteristiche del dispositivo devono essere stabilite dal responsabile tecnico della sicurezza in funzione del rischio ma la scelta dei modelli da adottare a parità di caratteristiche va concordata con i lavoratori o con i loro rappresentanti (gli RLS ad esempio) che operano nelle aree interessate dall’uso del DPI. Chi infatti può valutare l’efficacia e il comfort di un dispositivo di protezione individuale meglio di chi dovrà utilizzarlo. Ciò consente anche di coinvolgere i futuri utilizzatori prevenendo eventuali problemi.

3. Comprendere le cause del rifiuto

È spesso istintivo definire come scuse le lamentele associate al mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Il responsabile della sicurezza ha il dovere di capire le cause del rifiuto e di verificare se davvero il dispositivo di protezione individuale fornito è quello realmente adeguato al rischio se è comodo anche per lunghi periodi se è adattabile alle caratteristiche del lavoratore e del lavoro.

4. Dare il buon esempio

Se si richiede ai lavoratori di utilizzare un certo dispositivo di protezione individuale il responsabile della sicurezza deve essere disposto per primo a dare il buon esempio. I lavoratori faranno infatti ciò che vedono fare intorno a loro non quello che viene detto loro di fare e saranno disposti a sopportare un disagio se vedono che esso è condiviso.

5. Sensibilizzare tutti i ruoli responsabili della sicurezza

E’ fondamentale che tutti i preposti e i dirigenti utilizzino i dispositivi di protezione individuale che chiedono ai propri collaboratori di indossare. Per questa ragione è importante coinvolgerli e sensibilizzarli, spiegando l’importanza del loro ruolo e del loro comportamento che spesso rappresenta la sola istruzione o procedura che molti lavoratori avranno mai l’occasione o la voglia di leggere. Un lavoratore vedendo il proprio diretto superiore che non utilizza i dispositivi di protezione individuale che sono a lui imposti penserà inevitabilmente o che certe regole non sono uguali per tutti o che forse il rischio non esiste.

6. Utilizzare gli infortuni e i mancati incidenti sul lavoro

Gli infortuni e i mancati infortuni avvenuti per non aver utilizzato un dispositivo di protezione individuale veicolano preziose informazioni che possono diventare uno straordinario strumento educativo. Perché ciò succeda la lezione che essi trasmettono non deve rimanere confinata al responsabile della sicurezza e a pochi altri. Deve essere diffusa, portata a conoscenza di tutti attraverso avvisi, report in occasione di incontri di formazione di riunioni produttive di colloqui informali. Questo aiuta anche i lavoratori a capire quali sono le reali conseguenze, con una attenta valutazione dei rischi a cui sono esposti"

7. Formare gli operatori all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale

I lavoratori devono essere formati all’uso del dispositivo di protezione individuale e non per forza attraverso corsi di sicurezza sul lavoro in aula, spesso sono più utili direttamente sul luogo di lavoro. Bisogna essere sicuri non solo a cosa serve un guanto, una cuffia o un facciale filtrante; ma che lo siano altrettanto le modalità, le ragioni e le circostanze dell’utilizzo, le regole per la pulizia e la sostituzione le disposizioni aziendali in merito alla dotazione e al luogo di consegna. Tanto più che la normativa vigente richiede l’addestramento all’uso di tutti i dispositivi di protezione individuale.

8. Gradualità di utilizzo del dispositivo di protezione individuale

Se il dispositivo di protezione individuale è destinato ad un utilizzo continuativo come capita spesso nel caso delle protezioni per gli occhi, il capo e l’udito può essere utile quanto è fattibile, suggerire ai lavoratori di abituarsi gradualmente al prodotto per minimizzare il disagio associato al primo periodo di utilizzo. Tale abitudine può svilupparsi in zone in cui il rischio non c’è o in situazioni non lavorative. Se dopo qualche giorno di utilizzo i disagi associati al dispositivo non spariscono o non si riducono in modo sensibile è possibile che il dispositivo non sia adatto alla situazione lavorativa o alle caratteristiche dell’utilizzatore e che quindi vada cambiato. Bisogna gratificare e rinforzare i comportamenti corretti. Il responsabile della sicurezza è sempre portato a individuare e magari riprendere i comportamenti sbagliati ma è spesso poco allenato a riconoscere e a gratificare i comportamenti corretti fra cui anche l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale richiesti durante il lavoro.

9. Gratificare e rinforzare i comportamenti corretti

Il tecnico della sicurezza è sempre portato ad individuare e magari riprendere i comportamenti sbagliati, ma è spesso poco allenato a riconoscere e gratificare i comportamenti corretti, fra cui anche l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale richiesti durante il lavoro. Gratificare non significa remunerare, ma può significare uno scambio di battute, una pacca sulla spalla, un nuovo dispositivo da far testare o di un consiglio su una procedura. In tutte queste situazioni, con la sua presenza e il tempo distolto da altre attività, il responsabile della sicurezza e il datore di lavoro comunicano indirettamente l’apprezzamento per il lavoro svolto e rinforzano il comportamento tenuto dal lavoratore.

10. Prevenzione degli infortuni sul lavoro e repressione dei comportamenti scorretti

Se un lavoratore si rifiuta di utilizzare un dispositivo di protezione individuale nonostante gli sforzi profusi per venire incontro alle sue esigenze e si espone ad un rischio che può comprometterne l’incolumità, è legittimo ricorrere alle sanzioni previste dal CCNL. Naturalmente la cosa è ragionevole solo se il mancato utilizzo è limitato a poche persone; in caso contrario, punire una sola persona a fronte di un comportamento generalizzato aumenta l’insoddisfazione. La sanzione va utilizzata solo quando tutte le strategie per la prevenzione della sicurezza sul lavoro come formazione,protezione collettiva, persuasione e convincimento sono fallite.