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Articoli e Approfondimenti

Raccolta di approfondimenti e commenti sui principali temi della Sicurezza sul Lavoro a cura del nostro pool di Esperti, del team 3M, e dei Partner della Community.

Il datore di lavoro è il soggetto su cui grava l’obbligo primario e indelegabile di valutare tutti i rischi. A seguito della valutazione dei rischi, il datore di lavoro e il dirigente (es. il direttore tecnico o comunque un direttore nel cui incarico aziendale rientri tale obbligo) ai sensi dell’art. 18 c. 1 lett. d) hanno l’obbligo di fornire ai lavoratori i necessari e idonei DPI (sentito il RSPP e il medico competente), pena la sanzione alternativa dell’arresto da 2 a 4 mesi o della ammenda da € 1.500 a € 6.000.


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di Bruno D’Ottavi, dipartimento Servizio controllo a campione impianti di terra – ex ISPESL

Le prescrizioni che ancora oggi continuano a essere effettuate nelle verifiche degli impianti elettrici per la protezione dai contatti indiretti dei lavoratori nei cantieri edili, che riguardano oltre il 30% dei rapporti di verifica effettuati, e la mancanza di chiarezza su alcune interpretazioni normative hanno portato alla necessità di redigere una guida che scaturisce da un’esperienza ormai quarantennale nella verifica della protezione dai contatti indiretti, che ha lo scopo di indirizzare il verificatore nel corretto controllo degli impianti di terra nei cantieri edili.


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La formazione dei dirigenti è una delle misure generali di tutela (art. 15, c.1, lett. o).

Va sottolineato che questa misura di tutela è indicata separatamente dalla informazione e formazione dei lavoratori. Un motivo di questa diversa indicazione nella norma è che l’oggetto dell’informazione e gli obiettivi (organizzativi e di apprendimento) della formazione dei dirigenti sono diversi da quelli dell’informazione e formazione rivolte ai lavoratori.

Questa differenza non sta solo nel grado di approfondimento delle competenze relative ai rischi per salute e sicurezza generali di impresa e specifici per ogni posto di lavoro (anche quelli degli stessi dirigenti). La differenza principale sta nel significato attribuito alla informazione e formazione dei dirigenti per lo sviluppo della loro funzione organizzativa all’interno del sistema aziendale di prevenzione.


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Prima dell’uscita della norma europea EN 14594:2005 la certificazione Ce di tipo di questi dispositivi, che rientrano nella terza categoria (DPI salvavita) secondo i disposti del D.Lgs. 475/92 e smi, avveniva, considerando come preponderante l’aspetto dell’indumento di protezione, a fronte dei requisiti previsti nella norma EN 943 ed eventualmente di altre applicabili.

Con la pubblicazione della norma armonizzata europea EN 14594:2005 relativa agli Apparecchi di Protezione delle Vie respiratorie del tipo “Respiratori ad aria compressa, a flusso continuo, alimentati dalla linea” (che ha sostituito integralmente la precedente EN 270:1994 di pari oggetto e utilizzata in parte per tutti i requisiti essenziali relativi alla parte respirazione degli indumenti in questione) viene chiarito che le tute ovvero gli scafandri ventilati appartenenti a questa tipologia di Dispositivi di Protezione rientra a tutti gli effetti nella categoria dei Dispositivi di Protezione delle Vie Respiratorie (APVR) e, di conseguenza, viene sancito che, oltre alle adeguate resistenze chimiche, devono possedere principalmente i requisiti respiratori ed essere alimentati obbligatoriamente con aria respirabile (EN 12021)


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La valutazione di tutti i rischi è il cardine del sistema di prevenzione. Essa è richiamata dall’articolo 2 (Definizioni) nella lettera q del comma 1 e, soprattutto, dai primi punti degli articoli 15 (Misure generali di tutela) e 17 (Obblighi del datore di lavoro non delegabili).
La questione del “tutti i rischi” diviene interessante per le sue implicazioni organizzative e operative di chi deve gestire il sistema aziendale di prevenzione.
Assumendo che:
a) il datore di lavoro sia in buona fede e non intenda omettere nella valutazione (e gestione) dei rischi aspetti a lui noti;
b) la valutazione dei rischi è un processo conoscitivo e decisionale che avviene per definizione in condizioni di razionalità limitata perché nessuno può avere le risorse (tempo e algoritmi di decisione) in grado di produrre la migliore decisione possibile;
il comando di valutare tutti i rischi può apparire come paradossale.


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